Rapporto sui risultati
Consultazione 2020/21: Revisione parziale dell'ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO<sub>2</sub> (ordinanza sul CO<sub>2</sub>) · 26 pagine
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Aktenzeichen: BAFU-233.11-1849/4/4
Articolo 12
Diversi partecipanti sono favorevoli (o lasciano intendere di essere favorevoli) al mantenimento degli attestati anche nel 2021 in caso di superamento degli impegni di riduzione (KliK, Avenergy, economiesuisse, scienceindustries, Swissmem, routesuisse, Energia legno Svizzera, Carbura, IG Holzenergie Nordwestschweiz, AEnEC, IGEB, Ziegelindustrie Schweiz, IG DHS, Gruppe Grosser Stromkunden,
PLR, Eco Swiss, diverse aziende). Le motivazioni addotte a sostegno di questa richiesta sono la semplificazione dell’adempimento dell’obbligo di compensazione, l’incentivo per ulteriori riduzioni delle emissioni, il rifiuto di una modifica delle regole a periodo in corso o l’idea che la modifica non sia comprensibile.
Articolo 12a
Anche in riferimento all’articolo 12a il PLR chiede che, in caso di eccedenza nel 2021, gli attestati vengano rilasciati anche nel 2013-2020.
Articolo 14
Le modifiche proposte per l’articolo 14 sono sostenute da KliK, diverse aziende, il Cantone di Vaud, Energia legno Svizzera, IG Holzenergie Nordwestschweiz e dal Verband Fernwärme Schweiz.
Articolo 17
Il PLR accoglie favorevolmente l’idea di impedire l’importazione e la successiva riesportazione di veicoli elettrici e veicoli a basse emissioni come possibilità per eludere le sanzioni previste dalle prescrizioni in materia di emissioni applicabili ai veicoli nuovi. Chiede tuttavia di apportare miglioramenti in modo da chiarire come garantire l’attuazione della nuova norma. L’UPSA ritiene ragionevoli le misure contro gli abusi previste nell’articolo 17. PVL e PS sono favorevoli alla modifica dell’articolo 17 capoverso 2. La CCA e i Cantoni di Zurigo e Glarona richiedono un controllo dell’esecuzione, con l’obiettivo di accertare se la modifica dell’articolo 17 comporti effettivamente la cessazione della prassi di importazione e successiva riesportazione dei veicoli elettrici per un più semplice adempimento delle prescrizioni sulle emissioni applicabili ai veicoli nuovi. In un parere formulato in modo analogo il Cantone dei Grigioni chiede un controllo dell’esecuzione che verifichi se l’articolo 17 (nel complesso) venga così effettivamente rispettato. Similmente i Cantoni di Basilea-Città e Basilea-Campagna chiedono che l’attuazione della novità prevista per l’articolo 17 capoverso 2 sia verificata mediante un controlling
dell’esecuzione e aggiungono che questo controllo dell’esecuzione dovrebbe verificare che la prassi della ripetuta immatricolazione di veicoli venga impedita prima della fine dell’anno. Un uguale controllo è richiesto anche dall’Unione delle città svizzere, favorevole alla novità prevista per l’articolo 17 capoverso 2. Il Cantone di Turgovia teme che l’esecuzione dell’articolo 17 risulti difficile e chiede pertanto che si esaminino misure idonee per evitare possibili aggiramenti. Il Cantone di Lucerna accoglie la modifica dell’articolo 17 volta a impedire immatricolazioni improprie di veicoli elettrici, ma vorrebbe che venissero colmate altre lacune e, oltre a chiedere una verifica, presenta anche vari suggerimenti. Il Cantone di Vaud chiede che la Confederazione si faccia carico di eventuali costi aggiuntivi che risulterebbero a carico dei Cantoni in seguito alla modifica dell’articolo 17 capoverso 2. Anche la FRC e Travail Suisse accolgono favorevolmente le modifiche dell’articolo 17 contro gli abusi. swisscleantech vede in un’ottica positiva la possibilità di evitare l’immatricolazione impropria di veicoli elettrici e autofurgoni leggeri. Sui veicoli elettrici i VERDI si esprimono esattamente nello stesso modo, come pure molti membri dell’Alleanza climatica Svizzera sia in riferimento ai veicoli elettrici che agli autofurgoni. L’Associazione Svizzera dell’Industria del Gas è anch’essa soddisfatta della possibilità di impedire l’elusione delle norme.
Diverse aziende e i Giovani UDC, 2route Svizzera, Auto Tuning & Design Verband (ATVSL) e due associazioni straniere (Bundesverband freier KfZ.-Importeure, EAIVT) criticano il termine di sei mesi perché comporterebbe casi di seconda tassazione dei veicoli. Anche Vision Konsum rifiuta questo termine a tutela dei consumatori.
economiesuisse chiede maggiore certezza del diritto e trasparenza per gli importatori di automobili, sia in generale in riferimento alla modifica completa dell’ordinanza che nello specifico in relazione alle
5/26 BAFU-D-CB3D3401/473