Rapporto esplicativo

Consultazione 2021/113: Legge federale sulla deduzione fiscale delle spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente · 27 pagine

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3.3 Ripercussioni sull’economia

3.3.1 Efficienza economica, neutralità rispetto alle forme di lavoro ed effetto distorsivo dell’imposizione

Se il datore di lavoro permette di scegliere tra diverse forme di lavoro, la persona esercitante un’attività lucrativa dipendente può optare per una delle seguenti forme o per una combinazione di queste:

1. svolgere l’attività lucrativa in un luogo di lavoro del datore di lavoro. Se il domicilio e il luogo di lavoro sono abbastanza distanti tra loro, la persona dovrà fare il pendolare tra il proprio domicilio e il luogo di lavoro, facendosi così carico delle conseguenti spese di trasporto. Talvolta ne derivano spese supplementari per pasti fuori domicilio;

2. svolgere l’attività lucrativa ricorrendo al lavoro mobile o al lavoro a domicilio. In tal modo eviterà le spese di trasporto per recarsi al lavoro ed eventualmente le spese supplementari per pasti fuori domicilio. In alcuni casi il lavoro mobile determina spese supplementari (ad es. per l’energia elettrica, lo spazio di «co-working»). A incidere sono in particolare le spese per i locali, se l’attività richiede una stanza da utilizzare esclusivamente per scopi professionali.

L’imposizione può essere considerata efficiente sotto il profilo economico se non produce alcun effetto distorsivo sulla scelta tra le diverse forme di lavoro (neutralità rispetto alle decisioni prese). Se pertanto, in un mondo privo di imposte, una persona consapevole dei vantaggi e degli svantaggi opta per il lavoro mobile o per il lavoro a domicilio anziché fare il pendolare tra il proprio domicilio e il luogo di lavoro, la neutralità del sistema fiscale rispetto alle decisioni prese fa sì che quella stessa persona confermi la propria decisione anche in un mondo con le imposte.

L’imposizione è neutrale rispetto alle forme di lavoro se in entrambi i casi permette di dedurre lo stesso importo per le spese professionali. Questo è precisamente il caso con la deduzione forfettaria fissa proposta. Per contro, la deduzione delle spese effettive per tali spese professionali non incide sulle decisioni del contribuente, ma comporta un effetto distorsivo a favore della scelta alternativa che prevede spese effettive maggiori. Sul piano fiscale, il diritto vigente favorisce in linea di massima la scelta di fare il pendolare, in quanto soltanto in quel caso si possono far valere le spese di trasporto tra il proprio domicilio e il luogo di lavoro come pure le spese supplementari per pasti fuori domicilio. Tale agevolazione è particolarmente significativa se il tetto massimo di deduzione delle spese di trasporto è elevato, o addirittura inesistente. In linea di principio non si possono per contro far valere le spese supplementari per una stanza presso il domicilio adibita a locale di lavoro.

Anche una deduzione forfettaria delle spese professionali pari a zero di per sé non incide quindi sulla decisione del contribuente, nel senso indicato sopra. Se in tal modo vengono escluse dalla deduzione le spese professionali necessarie, si configura tuttavia una violazione del principio dell’espressione al netto. D’altro canto a una deduzione forfettaria maggiore fa da contraltare un effetto distorsivo dell’imposta sul reddito, in quanto riduce l’onere fiscale effettivo sul reddito da attività lucrativa. Tale effetto distorsivo deriva dal fatto che, sotto il profilo fiscale, l’imposta sul reddito rileva il reddito da attività lucrativa, ma non il valore del tempo libero e dunque neanche il valore del tempo dedicato alle attività non retribuite svolte nell’ambito dell’eco-