Rapporto esplicativo
Consultazione 2021/28: Ordinanza sugli obblighi di diligenza e trasparenza in relazione a minerali e metalli origi-nari di zone di conflitto e al lavoro minorile (ODiT) · 19 pagine
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3.2 Ripercussioni per i Cantoni
La normativa non ha alcuna ripercussione sul personale della Confederazione. In particolare, l’ordinanza non istituisce alcuna nuova autorità di vigilanza o di controllo nei Cantoni. Gli obblighi valgono esclusivamente per le imprese interessate, alle autorità non sono attribuiti nuove competenze o obblighi.
3.3 Ripercussioni per l’economia
Sotto alcuni aspetti l’onere amministrativo delle imprese interessate dalla normativa aumenterà. Tuttavia le regole sono internazionali e in particolare sono in sintonia con la normativa dell’UE. Ciò dovrebbe evitare nella misura del possibile eventuali svantaggi concorrenziali per tali imprese (level playing field). L’onere è anche accompagnato da un beneficio che è tuttavia difficile da stimare dal punto di vista quantitativo. Il rispetto delle nuove disposizioni da parte delle imprese può ridurre nella catena di approvvigionamento sia il commercio e la lavorazione di minerali provenienti da zone di conflitto sia il rischio di lavoro minorile. Inoltre permette di minimizzare il rischio di danni alla reputazione o di responsabilità legale dell’impresa. Infatti, le imprese di grandi dimensioni con sede o succursale all’estero devono già rispettare regole analoghe in virtù del diritto estero. Se è integrata in una relazione equivalente (all’estero), nell’allegato al conto annuale l’impresa deve indicare soltanto la persona giuridica nella cui relazione è stata integrata e pubblicare detta relazione (art. 14 cpv. 3). I costi supplementari per l’economia risultano innanzitutto dai nuovi obblighi legali nel CO e dal numero delle imprese interessate. Non è tuttavia possibile calcolare in modo affidabile il numero delle imprese che superano i valori di cui all’articolo 4 e sottostanno quindi agli obblighi di diligenza in materia di lavoro minorile. A tale riguardo vanno tuttavia considerati i seguenti due dati statistici: secondo l’UST, in Svizzera vi sono 1679 imprese con più di 250 posti a tempo pieno22. Inoltre, secondo la statistica dell’imposta sul valore aggiunto 2017, 4597 imprese hanno realizzato nel 2017 una cifra d’affari di almeno 40 milioni di franchi23.
22 www.kmu.admin.ch > Fatti e tendenze > Fatti e cifre > Le PMI in cifre > Numero di aziende e di posti di lavoro (stato: marzo 2021); cfr. anche la statistica strutturale delle imprese (STATENT) dell’Ufficio federale di statistica (UST)).
23 La taxe sur la valeur ajoutée en Suisse en 2017 Résultats et commentaires, pag. 47 > www.estv.admin.ch > DFF > Administration fé-dérale des contributions AFC > Politique fiscale Statistiques fiscales Publications > Statistiques fiscales > Informations spécialisées > Statistiques fiscales > Taxe sur la valeur ajoutée Taxe sur la valeur ajoutée 2017 (non disponibile in italiano).