Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/85: Modifica della legge sulla geoinformazione – Catasto delle condotte svizzero · 30 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione Modifica della legge sulla geoinformazione – catasto delle condotte svizzero

Swissgrid sottolinea che già oggi vengono rilevati geodati che sono poi trasmessi all’UFE. In vista dell’introduzione del CCCH, ritiene pertanto necessario sfruttare le sinergie e garantire un’adeguata armonizzazione.

OW fa notare che nell’avamprogetto il rilevamento dei dati relativi a condotte private su fondi privati è qualificato come compito facoltativo. Non sussiste quindi alcun obbligo di contribuire alla sicurezza (rischio di incidenti). AI accoglie con favore il fatto che le condotte private siano incluse nel CCCH solo qualora si trovino su suolo pubblico e che, in caso contrario, la loro registrazione nel CCCH possa avvenire su base volontaria.

SZ chiede che siano fornite spiegazioni più concrete in merito al trattamento delle condotte private e alla delimitazione tra suolo pubblico e privato.

SZ propone inoltre di integrare il rapporto esplicativo con una raccomandazione secondo cui, per quanto possibile, le condotte private dovrebbero essere rilevate anche al di fuori del suolo pubblico, al fine di evitare lacune nella rappresentazione della rete.

7.2 Cifra 1.2

VD osserva che sarebbe utile menzionare esplicitamente se l’obbligo di documentazione supplementare si applica anche alle reti di acqua potabile.

7.3 Cifra 1.3

BE e BL approvano la scelta di utilizzare geodienste.ch come piattaforma operativa.

Tuttavia, ritengono non sufficientemente chiare le modalità concrete in cui dovrebbe essere strutturato il flusso di dati (cfr. anche art. 18d). Questo aspetto dovrebbe essere disciplinato a livello di ordinanza o in altro modo adeguato. GEOSUISSE e IGS comprendono la decisione di utilizzare geodienste.ch come piattaforma operativa. Partono dal presupposto che i catasti cantonali delle condotte esistenti possano essere integrati nel CCCH senza grandi

cambiamenti e senza ridondanze.

OW e ZG auspicano una precisazione linguistica in riferimento alla Conferenza dei servizi cantonali per la Geoinformazione e del Catasto (CGC).

AR e BL preferiscono il modello organizzativo A «Aggregazione». JU sottolinea che la scelta del modello organizzativo A non appare chiaramente giustificata, considerato che tutti i compiti sono svolti dai Cantoni e i dati sono gestiti da terzi. Se si dovesse optare per questa variante, si dovrebbe sfruttare il vantaggio della centralizzazione dei dati, in particolare per i dati a carattere nazionale o almeno intercantonale.

DCPA ritiene che il modello organizzativo A scelto sia appropriato e mirato. Tuttavia, il modello dovrebbe a suo avviso essere realizzato come compito comune, contrariamente alla definizione contenuta nel rapporto esplicativo, che suggerisce un compito espressamente federale.

AI, OW e SO preferiscono il modello organizzativo K «Cantonale». Nella normativa federale dovrebbe tuttavia essere integrato un corrispondente carattere vincolante. OW chiede che i lavori legislativi vengano portati avanti sulla base del modello organizzativo K.

7.4 Cifra 3.1 – Il nuovo regolamento proposto

Lausanne chiede una regolamentazione esplicita degli aspetti legati alla sicurezza e allo stoccaggio dei dati (ubicazione, utilizzo di un cloud indipendente, backup ecc.).