Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/85: Modifica della legge sulla geoinformazione – Catasto delle condotte svizzero · 30 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione Modifica della legge sulla geoinformazione – catasto delle condotte svizzero
5 Riscontri di carattere generale
5.1 Cantoni
AG accoglie con favore l’introduzione di un catasto delle condotte a livello nazionale.
Tuttavia, ritiene che la realizzazione prevista e le relative spese siano ancora poco chiare.
AI è d’accordo con la standardizzazione delle forniture di dati. AI gestisce un geoportale insieme ad AR e SG. Nell’ambito di tale rapporto contrattuale il gestore del geoportale pubblica anche il catasto delle condotte e le informazioni sugli impianti. In linea di principio, questi contenuti non sono pubblici e vengono resi accessibili ai proprietari degli impianti e agli studi di ingegneria che forniscono servizi correlati mediante appositi contratti.
AR ritiene comprovata la necessità di fornire dati sull’utilizzo del sottosuolo. In questo
contesto, sottolinea come siano oggi indispensabili in particolare informazioni precise e complete sulle condotte sia per i progettisti e le imprese sia per l’amministrazione ai più svariati livelli. Tuttavia, secondo il Cantone, date le premesse non sarebbe del tutto chiara la compatibilità con l’articolo 75a della Costituzione federale.
BE accoglie con ampio favore la creazione di basi giuridiche per un CCCH unitario,
sottolineando l’importanza di una progettazione e strutturazione il più possibile allineata ai catasti cantonali delle condotte esistenti.
BL è fondamentalmente d’accordo con l’avamprogetto posto in consultazione. Accoglie con favore il fatto che il catasto delle condotte svizzero possa essere realizzato, offerto e
utilizzato in modo standardizzato e completo in tutto il Paese. L’avamprogetto obbliga anche gli impianti inadempienti da tempo a consegnare ai Cantoni un sottoinsieme delle proprie informazioni. A BL dovrebbero quindi farlo anche gli impianti inadempienti da dieci anni. BL gestisce un catasto cantonale delle condotte già dal 2014.
BS sostiene l’avamprogetto posto in consultazione, in particolare l’introduzione di un obbligo di documentazione per gli operatori di rete a livello federale, la funzione di sorveglianza da parte dei Cantoni e l’istituzione di un servizio nazionale centrale per la trasmissione dei dati a scopo informativo. Approva anche l’inclusione degli allacciamenti domestici per gli «elementi delle condotte industriali» definiti dal Consiglio federale e un’introduzione graduale. Il catasto delle condotte BS è da oltre 100 anni un importante punto di riferimento per informazioni su tutte le condotte di approvvigionamento e smaltimento su suolo pubblico. Per BS è di
fondamentale importanza che la struttura organizzativa ormai collaudata e le competenze vengano mantenute in stretta collaborazione con tutte le parti coinvolte, garantendo così una disponibilità affidabile di set di dati dettagliati e aggiornati.
FR ha recentemente effettuato una revisione totale della propria legislazione in materia di geoinformazione, nell’ambito della quale è stato introdotto un catasto cantonale delle
condotte. In questo contesto favorevole, FR accoglie fondamentalmente con favore i passi intrapresi per la creazione delle basi giuridiche necessarie per il CCCH.
GE si oppone all’avamprogetto posto in consultazione. Dal 2005, GE dispone di un catasto cantonale delle condotte che mette a disposizione di tutti gli attori operanti nel sottosuolo un sistema d’informazione geografica che facilita la pianificazione e il coordinamento dei
progetti preliminari. Sulla base dell’esperienza maturata, il Cantone potrebbe
fondamentalmente essere d’accordo con la creazione di un catasto delle condotte a livello nazionale. Tuttavia, ritiene indispensabile che ai Cantoni sia attribuito un ruolo centrale di coordinamento e sorveglianza, affinché il futuro catasto possa integrarsi in modo ottimale con l’insieme dei dati territoriali cantonali.
GL accoglie sostanzialmente con favore l’avamprogetto posto in consultazione. La struttura organizzativa proposta e le modalità di attuazione tecnica sono considerate appropriate e funzionali allo scopo. Reputa ideale l’impostazione della realizzazione come compito