Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/31: Approvazione del Terzo Protocollo addizionale alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale: avvio della procedura di consultazione · 19 pagine

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Approvazione del Terzo Protocollo addizionale alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale

Compendio

Il 19 settembre 2025, a Malta, la Svizzera ha firmato il Terzo Protocollo addizionale alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale. Questo strumento è stato pensato per aggiornare le basi legali della Convenzione e dei suoi Protocolli addizionali, con l’obiettivo di tenere conto in particolare dei rapidi sviluppi tecnologici nella cooperazione transfrontaliera, sempre più intensa e complessa. La comunicazione diretta e per via elettronica tra le autorità inquirenti diventa quindi la norma, con una nuova procedura celere di notifica per consentire alle autorità di utilizzare i mezzi di prova ottenuti nel territorio di uno Stato parte impiegando un dispositivo tecnico di registrazione, ad esempio un localizzatore GPS, o sorvegliando il traffico delle telecomunicazioni.

Situazione iniziale

La Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale, entrata in vigore per la Svizzera nel 1967, rappresenta uno strumento fondamentale per il nostro Paese nello spazio europeo. Si applica segnatamente a tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa, alla Federazione russa, a Israele, al Cile, alla Corea del Sud e, dal 2025, alla Mongolia.

La criminalità può essere contrastata solo collaborando in modo proficuo con gli altri Stati, tanto più considerato che numerosi reati hanno assunto una dimensione internazionale. La Convenzione permette agli Stati membri e agli Stati partner di cooperare fianco a fianco in materia di perseguimento penale.

Considerata la rapida evoluzione negli ultimi anni delle prassi e dei sistemi di sostegno relativi all’assistenza giudiziaria, compreso il crescente ricorso alla videoconferenza e ad altri strumenti tecnologici soprattutto nel contesto della pandemia di COVID-19, il Consiglio d’Europa ha redatto un nuovo Protocollo addizionale alla Convenzione, che aggiorna anche le disposizioni ritenute lacunose dagli operatori del settore. Questo Terzo Protocollo è stato adottato il 4 giugno 2025 dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa e sottoposto agli Stati parte affinché potessero firmarlo. Il 19 settembre 2025 il Consiglio federale lo ha firmato per conto della Svizzera in occasione della Conferenza informale dei ministri della giustizia tenutasi a Malta, insieme ad altri 16 Stati. La data di entrata in vigore non è ancora stata fissata.

Contenuto del progetto

Il Terzo Protocollo mira a rafforzare la capacità individuale e collettiva degli Stati membri del Consiglio d’Europa e degli Stati partner di reagire alla criminalità. Crea in particolare le basi per una cooperazione più flessibile e più rapida, al passo con gli sviluppi tecnologici, codificando la comunicazione diretta tra le autorità inquirenti. Mira altresì a consolidare e facilitare il ricorso alle audizioni mediante videoconferenza e alla comunicazione per via elettronica.

La principale novità riguarda però l’introduzione di un meccanismo che permette a una Parte di mantenere attivi nel territorio di un’altra Parte i dispositivi tecnici di registrazione impiegati nel quadro di un’indagine penale, previa rogatoria oppure, in casi urgenti, tramite notifica immediata allo Stato in questione, il quale può autorizzare o negare la misura oppure subordinarla a condizioni. Una procedura simile è prevista per la sorveglianza del traffico delle telecomunicazioni (mobili) effettuata nel territorio di un’altra Parte.