Rapporto sui risultati

Consultazione 2006/36: Modifica della Ordinanza sulla protezione dei dati (SR 235.11) e Ordinanza sulle procedure di certificazione della protezione dei dati · 25 pagine

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riante : le collezioni di dati sulle quali il detentore deve poter fare affidamento nell’esercizio della sua professione)

c. le collezioni di dati riguardanti i propri lavoratori dipendenti, se una comunicazione periodica avviene soltanto in base a un obbligo legale o con il consenso delle persone interessate».

Le cerchie consultate hanno formulato ulteriori osservazioni in merito alle eccezioni previste dall’articolo 1.

Datenschutzforum si chiede se sussiste un legame tra il capoverso 1 lettera a e la lettera d se i dati raccolti negli annuari pubblici vengono utilizzati a scopo di ricerca di mercato. Siffatta organizzazione si chiede in effetti se tali collezioni debbano essere notificate visto che provengono da una fonte pubblica.

Il Gruppo Mutuel considera la lettera a troppo restrittiva. Propone la formulazione seguente: « … nella misura in cui non vengono utilizzate per scopi che compromettono i diritti della persona interessata».

Bär&Karrer chiede che si riesamini l’eccezione prevista dal capoverso 1 lettera a. Sottolinea che le collezioni d’indirizzi non contengono dati degni di particolare protezione. In virtù dell’articolo 11a capoverso 3 lettera b della nuova LPD, le persone private devono notificare le collezioni se comunicano regolarmente dati personali a terzi. In caso di comunicazione regolare delle collezioni d’indirizzi a terzi, Bär&Karrer si chiede se «riveste ancora rilevanza il fatto che il detentore della collezione di dati utilizzi quest’ultima anche per acquisire i propri clienti».

Secondo Belser, sarebbe errato credere che soltanto l’impiego di collezioni di dati a scopo di ricerca di mercato possa compromettere i diritti della persona interessata. Propone dunque di riprendere le eccezioni previste dall’articolo 18 del progetto di revisione della OLPD.

Privatim è del parere che il capoverso 1 lettera a vada formulato come l’articolo 18 capoverso 1 lettera c del progetto di revisione. Il criterio per definire se occorra notificare o meno una collezione d’indirizzi non è sapere se venga utilizzata a scopo di ricerca di mercato, ma piuttosto se contiene dei dati degni di particolare protezione o dei profili della personalità e se servirà ad altri scopi oltre all’invio di corrispondenza.

Per quanto concerne il capoverso 1 lettera b, il Gruppo Mutuel propone di stralciare « purché i dati non vengano utilizzati come base decisionale o base per prendere misure nei confronti di singole persone e … ». Tale stralcio non modifica il tenore dell’articolo poiché sono dati trattati per scopi che non permettono di risalire alle persone interessate.

Bär&Karrer è del parere che l’eccezione di cui al capoverso 1 lettera c non deve soltanto riguardare le collezioni archiviate a scopi storici o scientifici, ma anche i dati conservati per altri scopi (ad es. obbligo di conservare dell’art. 962 CO).

Privatim ritiene errato il contenuto dell’articolo 4 capoverso 1 lettera d dal momento che nel caso del registro delle collezioni di dati riveste rilevanza la trasparenza e non il motivo per il quale è tenuta una collezione di dati. Belser chiede lo stralcio di questa disposizione. Il consenso della persona interessata non può giustificare un’eccezione all’obbligo di notifica. Una siffatta eccezione non è conforme alla ratio legis dell’articolo 11a capoverso 5 lettera b LPD, soprattutto nel caso in cui i dati sono accessibili su Internet.