Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/39: Ratifica della Convenzione dell'UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale · 25 pagine
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Ratifica della Convenzione dell’UNESCO del 2003: Rapporto esplicativo
prassi culturali tradizionali assume spesso un’importanza decisiva. Di conseguenza nell’ambito della cooperazione allo sviluppo svizzera e internazionale si prendono maggiormente in considerazione gli aspetti culturali, il patrimonio culturale immateriale e i suoi portatori.17
Sul piano internazionale, la Convenzione offre la possibilità di valorizzare a livello mondiale il patrimonio culturale immateriale, di diffonderne la consapevolezza generale e di contribuire allo sviluppo di un fondamento culturale che promuove la solidarietà e la tolleranza nonché il rispetto per le differenze tra le società. Con la ratifica della Convenzione, la Svizzera lancia un segnale, conferma a livello internazionale il proprio impegno a favore di un rapporto rispettoso tra le culture e promuove il tramandamento della cultura svizzera.
1.5.2 Interesse della Convenzione per la Svizzera
Una ratifica della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale è nell’interesse della Svizzera per diverse ragioni. Le misure previste dalla Convenzione promuovono infatti la diversità culturale e linguistica della Svizzera e assumono pertanto grande importanza ai fini della coesione sociale, dell’integrazione delle popolazioni rurali e urbane e dell’immagine del Paese. La Svizzera dovrebbe poter integrare le proprie esperienze nell’ambito della salvaguardia del patrimonio culturale immateriale anche a livello internazionale e, viceversa, poter beneficiare della prassi di altri Stati in qualità di Parte contraente della Convenzione. Con la ratifica della Convenzione la Svizzera ribadisce la sua partecipazione al dialogo multilaterale in materia di politica cultura. Grazie al carattere programmatico della Convenzione, la Svizzera può, al contempo, conservare lo spazio di manovra necessario per impostare le misure volte alla salvaguardia del patrimonio culturale in base alle proprie esigenze.
Una ratifica della Convenzione è nell’interesse della Svizzera in particolare per i seguenti motivi:
Viene riconosciuta l’importanza del patrimonio culturale immateriale per l’identità culturale
e per la diversità culturale della Svizzera: molte identità e peculiarità nazionali e regionali si definiscono attraverso aspetti della cultura immateriale. Ciò risulta evidente nel caso dei dialetti linguistici e delle lingue di minoranza come il romancio. La Convenzione non sancisce la salvaguardia delle lingue in quanto tale, bensì delle relative forme di espressione nei racconti, nei canti e in altre forme di trasmissione orale. Allo stesso modo, una serie di usi è rappresentativa delle tradizioni carnevalesche regionali (e anche transnazionali), come avviene ad esempio nel caso del Rabadan di Bellinzona con la sua risottata o del carnevale di Basilea con il suo Morgenstraich, i ricchi costumi, i movimenti di danza rituali e i Schnitzelbängg. L’escursione del Tschäggättä nel Lötschental con le sue artistiche Larven (maschere), l’appenzellese Silversterchlausen con i Zäuerli, il Chalandamarz con i canti, il suono delle campane e i colpi di frusta o la Fête des Vignerons di Vevey sono tradizioni note a livello nazionale al di là della loro importanza locale. Una funzione costitutiva dell’identità spetta inoltre alla pratica diffusa della musica popolare e delle danze popolari dei gruppi in costume tradizionale della Svizzera. Tra le forme di musica popolare svizzera più antiche tuttora tramandate per via orale figura l’Alpsegen o Bättruef, una preghiera alpestre cantata d’estate nelle zone cattoliche. A ciò si aggiungono i molteplici lavori domestici e artigianali tradizionali quali l’intagliatura del legno nell’Oberland bernese, i lavori a punto croce grigionese o l’arte tessile glaronese. Queste abilità tradizionali, così come la cultura popolare in generale, venivano promosse già nella prima metà del ventesimo secolo – ad esempio attraverso l’Heimatwerk costituito nel 1930 – e hanno assistito in parte a una rinascita in tempi recenti, come nel caso della cosiddetta Bauernmalerei, tornata in auge negli anni Ottanta. Altri elementi del patrimonio culturale immateriale svizzero rischiano tuttavia di non essere più tramandati o sono addirittura già scomparsi.
17 Per la Svizzera cfr. l’opuscolo pubblicato dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione, La culture n’est pas un luxe – coopération et développement: l’aspect culturel, settembre 2003.