Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/39: Ratifica della Convenzione dell'UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale · 25 pagine

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Ratifica della Convenzione dell’UNESCO del 2003: Rapporto esplicativo

• Inventari e liste del patrimonio culturale immateriale: diversi Paesi, tra cui anche la Sviz-

zera, hanno criticato l’inventariazione sistematica del patrimonio culturale immateriale a livello nazionale come un modo di procedere poco idoneo per il patrimonio culturale immateriale. L’inventariazione del patrimonio culturale immateriale è stata definita come uno strumento amministrativo statale i cui costi sproporzionati gravano in ultima analisi sulla promozione della prassi culturale e potrebbero portare in definitiva a una musealizzazione di queste forme di espressione di per sé dinamiche. L’inventariazione è stata tuttavia inserita successivamente nella Convenzione quale elemento centrale, poiché costituisce il presupposto per l’identificazione dei beni culturali immateriali, consentendo così una conservazione e una promozione mirate dei singoli elementi del patrimonio culturale immateriale. L’inventariazione costituisce inoltre la base per la selezione di elementi da includere nella “Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità” internazionale prevista dalla Convenzione, che ha lo scopo di promuovere il riconoscimento pubblico e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale.

1.5 Apprezzamento

1.5.1 Interesse della Convenzione a livello internazionale

Con la Convenzione dell’UNESCO del 2003, la nozione e l’oggetto del patrimonio culturale immateriale fanno il loro ingresso nel diritto internazionale. L’approvazione della Convenzione in occasione della Conferenza generale dell’UNESCO del 2003 è il frutto degli sforzi internazionali protrattisi per oltre tre decenni e finalizzati alla creazione di uno strumento giuridico vincolante per la salvaguardia delle culture popolari. Già nel corso della sua fase di nascita, a partire dal 1999, è emerso che alcuni Stati possedevano regolamentazioni nazionali corrispondenti o prevedevano di introdurne e che una convenzione internazionale avrebbe pertanto beneficiato di un’ampia approvazione. Tutto ciò ha trovato conferma nella rapida ratifica della Convenzione da parte di molti Stati. Due anni e mezzo dopo l’approvazione della Convenzione e l’adesione del trentesimo Stato, la Convenzione è entrata infine in vigore il 20 aprile 2006. A fine novembre 2006, la Convenzione era già stata ratificata da 68 Stati di tutte le regioni del mondo, tra cui anche alcuni Paesi dell’Europa occidentale (Belgio, Francia, Islanda, Lussemburgo e Spagna).

La Convenzione si basa sulla nozione di cultura dell’UNESCO, comprendente aspetti allargati, materiali e immateriali, così come era stato formulato nel 1982 in Messico in occasione della Seconda conferenza mondiale sulle politiche culturali: “… nella sua accezione più ampia, la cultura può essere considerata come l’insieme degli aspetti unici, spirituali, materiali, intellettuali ed emotivi che caratterizzano una società o un gruppo sociale. Ciò non comprende soltanto l’arte e la letteratura, bensì anche forme di vita, i diritti fondamentali dell’uomo, i sistemi di valori, le tradizioni e gli orientamenti religiosi.“16 La Convenzione costituisce dunque un’integrazione basata sull’attuale idea di cultura rispetto alle attuali convenzioni internazionali che si limitano a tutelare i beni culturali mobili e immobili e i beni naturali (patrimonio artistico, architettonico, archeologico, sottomarino e naturale) in periodi di guerra e di pace. Essa vincola gli Stati a perseguire una politica globale in materia di patrimonio culturale.

La Convenzione parte dal presupposto che il patrimonio culturale immateriale svolge una funzione creatrice di identità per i gruppi sociali, promuovendo inoltre la coesione sociale e il dialogo interculturale e contribuendo agli sviluppi socioeconomici duraturi. Un’importanza particolare è da assegnare a questo proposito al patrimonio culturale immateriale dei Paesi in via di sviluppo ed emergenti. Ai fini del successo di progetti di sviluppo in questi Paesi, una gestione sensibile delle

16 Déclaration de Mexico sur les politique culturelles, emanata in Messico in occasione della Seconda conferenza mondiale sulla politica culturale dell’UNESCO, 26 luglio - 5 agosto 1982, Preambolo e cpv. 23 (fr.: http://www.unesco.org/culture/laws/mexico/html_fr/page1.shtml).