Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/39: Ratifica della Convenzione dell'UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale · 25 pagine

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Ratifica della Convenzione dell’UNESCO del 2003: Rapporto esplicativo

Sono stati alcuni Paesi del sud a reclamare già in occasione dell’emanazione della Convenzione sulla protezione del patrimonio mondiale del 1972 l’esigenza di disporre di regolamentazioni di salvaguardia e di misure di conservazione del patrimonio culturale immateriale.3 Ma anche i Paesi dell’Europa dell’Est, in particolare la Repubblica Ceca, e soprattutto il Giappone e la Repubblica di Corea si sono impegnati affinché il patrimonio culturale immateriale venisse considerato nell’ambito delle attività di politica culturale dell’UNESCO. Già negli anni Cinquanta, a fronte dei rapidi cambiamenti sociali e culturali, il Giappone aveva emanato regolamentazioni nazionali volte a preservare il patrimonio culturale immateriale, fornendo a partire dal 1993 un sostegno significativo ai programmi dell’UNESCO in favore del patrimonio culturale immateriale nonché ai lavori preliminari per la Convenzione.

1.1.2 Sforzi internazionali e strumenti attuali a tutela del folclore

Negli interventi concernenti la creazione di uno strumento giuridico vincolante a livello internazionale per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale ha prevalso per lungo tempo un approccio basato sui diritti d’autore. L’accento era posto sulla tutela del “folclore” non considerato dal diritto d’autore o qualificato come bene comune comprendente un vasto settore del patrimonio culturale immateriale.

Una prima regolamentazione relativa a una tutela del folclore fu elaborata al di fuori dell’UNESCO. Con la revisione della Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche (nel 1967 a Stoccolma e nel 1971 a Parigi)4 venne istituita la possibilità di demandare allo Stato la salvaguardia del folclore: „Per le opere non pubblicate di cui è ignota l’identità dell’autore, il quale può tuttavia presumersi come appartenente ad un Paese dell’Unione, è riservata alla legislazione di questo Paese la facoltà di designare l’autorità competente a rappresentare l’autore e abilitata a salvaguardarne e a farne valere i diritti nei Paesi dell’Unione” (art. 15 cpv. 4 lett. a della Convenzione di Berna). Sebbene dopo il 1967 alcuni Stati abbiano tutelato forme di espressione del folclore nell’ambito del loro diritto d’autore nazionale, l’articolo della Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche non ha praticamente esplicato alcun effetto a livello nazionale.

Nel corso degli anni Settanta l’UNESCO ha esaminato, autonomamente e in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (WIPO), opzioni destinate alla tutela del folclore. Nel 1982 l’UNESCO e la WIPO hanno adottato le Model provisions for national laws on the protection of expressions of folklore against illicit exploitation and other prejudicial actions. Queste ultime si riallacciano alla Convenzione di Berna, che demanda la tutela delle espressioni del folclore a un’autorità statale competente (“Model Provisions”, sezioni 9-11). Sulla scorta delle Model provisions, l’UNESCO e la WIPO hanno presentato nel 1984 una bozza comune per una Convenzione internazionale per la salvaguardia del folclore, giudicata tuttavia non sufficientemente dettagliata e pertanto non approvata.5

3 In seguito all’emanazione della Convenzione del 1972 sul patrimonio culturale materiale, la Bolivia ha depositato nel 1973 presso l’UNESCO una richiesta di chiarimento per uno strumento giuridico vincolante a livello internazionale destinato alla salvaguardia del folclore che doveva essere aggiunto sotto forma di protocollo alla Convenzione universale del 6 settembre 1952 sul diritto di autore (RS 0.231.0).

4 Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche, revisione compiuta a Parigi il

24 luglio 1971 (RS 0.231.15).

5 UNESCO-WIPO Draft Treaty for the Protection of Expressions of Folklore Against Illicit Exploitation and Other Prejudical Actions; cfr. Paul Kuruk, Protecting folklore under modern intellectual property regimes: a reappraisal of the tensions between individual and communal rights in Africa and the United States, in: American University law review 48 (1999), pagg. 769-849, qui pagg. 813-816.