Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/30: Ordinanza sull'assistenza extrafamiliare di minori (OAssM) e Ordinanza sull'adozione (OAdoz) · 24 pagine
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3.4 Osservazioni di natura formale
Sono state avanzate singole critiche alla sistematica dell’OAssM, in quanto produrrebbe ripetizioni indesiderate e un numero inutilmente elevato di articoli (SH, ZH). Parecchi partecipanti vorrebbero invece che l’assistenza diurna e quella a tempo pieno venissero disciplinate in due ordinanze separate, in quanto le differenze tra questi due ambiti sarebbero rilevanti (GE, NE, VD; PLR, I Verdi; PKAS, CSP, UCS).
Molti partecipanti mettono poi in dubbio la competenza del Consiglio federale a disciplinare determinati ambiti dell’OAssM. In concreto si sostiene che l’art. 316 CC non offrirebbe sufficienti basi legali affinché il Consiglio federale possa:
- imporre ai Cantoni regole organizzative, ossia stabilire che i Cantoni debbano prevedere l’istituzione di un’autorità competente in materia e di un servizio specializzato (GR, TG; Uniba, Unil, CAT);
- disciplinare l’assistenza diurna extrafamiliare volontaria (GR, VD, ZH; PCC, UDC; FSA);
- estendere il concetto di "minore in affidamento" (Uniba);
- demandare ai Cantoni o obbligarli all’emanazione di disposizioni di esecuzione ai sensi dell’art. 73 cpv. 1 lett. c OAssM (ZH; FSA, Uniba);
- limitare la libertà di stabilire i contenuti del contratto e di fissare il compenso versato per l’assistenza (Uniba).
Per quanto riguarda il prosieguo della procedura, alcuni partecipanti chiedono il coinvolgimento di una commissione di esperti o dei Cantoni per la rielaborazione dell’ordinanza (VS; PS; FSPI). Altri affermano a tale proposito che nel preambolo dell’ordinanza debba essere richiamata anche la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia del 20 novembre 1989 (PS; COFF, Int, PKAS). Diversi partecipanti sostengono poi che la materia concernente l’assistenza di minori debba essere disciplinata con una legge e non con un’ordinanza (VD; FSA).
Un partecipante osserva che l’ordinanza non si pronuncia in materia di diritti e doveri dei minori (CFIG). Un Cantone segnala poi la mancanza di un capitolo che regolamenti le organizzazioni di mediazione (UR) e due partecipanti lamentano l’assenza di disposizioni in materia di procedura di ricorso (GR; FSA).
In alcuni casi, i partecipanti alla consultazione propongono migliorie in relazione alla terminologia da applicare (Unil, TI).
4. Concreta valutazione dell’avamprogetto
4.1 Concetti (art. 2 AP-OAssM)
4.1.1 Aspetti generali
In generale, i criteri secondo i quali si distinguono le diverse categorie di assistenza sono considerati non abbastanza convincenti o troppo poco chiari e precisi (LU, UR; PLR, PCC; K&F, net, FSA, USS, UCS, CAT). Un partecipante suggerisce che specialisti chiariscano se sia necessario ricorrere a ulteriori criteri per la formulazione dei concetti (NW).
Diversi partecipanti lamentano il fatto che nell’ordinanza non sia definito il concetto di regolarità. Questo criterio caratterizza le formulazioni di cui alle lettere b−e dell’articolo 2 AP-OAssM e necessiterebbe quindi di essere chiarito (GL; PVL, PS;