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Consultazione 2008/93: Ratifica della Convenzione del 30 maggio 2008 sulle munizioni a grappolo e modifica della Legge del 13 dicembre 1996 sul materiale bellico, Rapporto esplicativo per la procedura di consultazione · 22 pagine
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di armi, e decisi a evitare qualsiasi discriminazione tra le vittime di diversi tipi di armi,
Ribadendo che, nei casi non contemplati dalla presente Convenzione o da altri accordi internazionali, i diritti dei civili e dei combattenti sono tutelati dai principi del diritto internazionale, ispirati dagli usi stabiliti, dai principi umanitari e dai dettami della pubblica coscienza,
Convinti altresì che i gruppi armati non appartenenti alle forze armate di uno Stato non debbano in nessun caso essere autorizzati a intraprendere qualsiasi attività vietata a uno Stato Parte della presente Convenzione,
Apprezzando il forte sostegno internazionale a favore della normativa internazionale in materia di divieto delle mine antipersona, sancita dalla Convenzione del 1997 sul divieto di impiego, stoccaggio, produzione e trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione,
Apprezzando inoltre l’adozione del Protocollo relativo ai residuati bellici esplosivi, allegato alla Convenzione sul divieto o la limitazione dell’impiego di talune armi convenzionali che si ritiene possano produrre effetti traumatici eccessivi o colpire indiscriminatamente, e della sua entrata in vigore il 12 novembre 2006, e desiderosi di migliorare la protezione dei civili dagli effetti dei residuati di munizioni a grappolo nelle situazioni postbelliche,
Richiamandosi altresì alla risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza e alla risoluzione 1612 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sui bambini nei conflitti armati,
Apprezzando d’altro canto le misure adottate su scala nazionale, regionale e mondiale nel corso degli ultimi anni al fine di vietare, limitare o sospendere l’impiego, lo stoccaggio, la produzione e il trasferimento di munizioni a grappolo,
Sottolineando il ruolo della coscienza pubblica nella diffusione dei principi umanitari, come dimostra l’appello a mettere fine alle sofferenze causate ai civili dalle munizioni a grappolo e riconoscendo gli sforzi realizzati a tale scopo dalle Nazioni Unite, dal Comitato internazionale della Croce Rossa, dalla Coalizione contro le munizioni a grappolo e da molte altre organizzazioni non governative di tutto il mondo,
Ribadendo la Dichiarazione della Conferenza di Oslo sulle munizioni a grappolo con la quale gli Stati hanno riconosciuto, tra l’altro, le gravi conseguenze prodotte dall’impiego di munizioni a grappolo e si sono impegnati a stipulare entro il 2008 uno strumento giuridico vincolante che vieti l’impiego, la produzione, il trasferimento e lo stoccaggio di munizioni a grappolo che provocano danni inaccettabili ai civili e che istituisca un quadro di cooperazione e assistenza atto a garantire alle vittime cure congrue e percorsi di riabilitazione, la bonifica delle aree contaminate, l’educazione alla riduzione dei rischi e la distruzione delle scorte,
Sottolineando l’opportunità di stimolare l’adesione di tutti gli Stati alla presente Convenzione e determinati a adoperarsi energicamente per incoraggiarne l’universalizzazione e la piena attuazione,