Rapporto sui risultati

Consultazione 2011/40: Modifica del codice civile, del codice di procedura civile e della legge federale sull'assistenza (mantenimento dei bambini) · 26 pagine

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mento del figlio; tale principio deve essere regolato nel diritto materiale del CC (RSDE). Gli accordi di mantenimento conclusi da genitori non sposati devono essere approvati

dall’autorità di protezione dei minori. In questi casi la procedura non è necessariamente retta dal CPC, ma può essere di competenza dei Cantoni. Per i contratti di mantenimento occorre dunque prevedere una normativa analoga (ZH, ASCP ASM, IKAG, KIFS). A tale riguardo l’SVA rimanda ad altre disposizioni da applicare anche ai contratti di mantenimento extragiudiziali come ad esempio l’articolo 285a AP – CC o il versamento anticipato di cui all’articolo 285 capoverso 3 AP-CC. Secondo l’ ASCP anche i criteri di calcolo

dell’articolo 285 AP-CC devono essere applicati per analogia ai contratti di mantenimento;

- una rappresentanza del figlio (art. 299 e art. 300 CPC) va prevista anche se i genitori sono

in disaccordo in merito ai contributi di mantenimento; il curatore deve poter proporre conclusioni e presentare impugnazioni anche a tale riguardo. In questo modo si rafforza la posizione del figlio e il suo diritto al mantenimento (GDS, USDCR, CSP, FSFM, IKAG, KIFS);

- Couple+ sottolinea inoltre che la tutela prevista dal vecchio articolo 139 capoverso 3 vCC,

secondo cui i consulenti in materia matrimoniale o familiare non possono essere sentiti né come testimoni né come persone informate sui fatti, non è stata ripresa nel nuovo CPC contrariamente a quanto avvenuto con la mediazione. Occorre pertanto includere nel catalogo dell’articolo 166 CPC anche in consulenti in materia matrimoniale o familiare.

7. Osservazioni sulla revisione della legge sull’assistenza (art. 7 AP-LAS)

7.1 In generale

Nonostante le spese supplementari connesse con la nuova disposizione, sette Cantoni, tre partiti e 24 organizzazioni condividono la proposta di un domicilio assistenziale indipendente per i figli minorenni (BE, BL, GE, GR, SG, SZ, UR, CVP, PLR, SP, GDS, FSP, IGM, COPMA, RSDE, Pro Familia, USDCR, CSP, FSPE, SVA, FSFM, ASCP, ASPEE, TS, UniL, VeV, DJZ, FPS, CFQF, COFF, CFIG, Geiser/Sutter-Somm/Schwander, IKAG, KIFS). Secondo l’SVA la modifica introduce strutture chiare e mette fine agli attuali conteggi parzialmente sfavorevoli. Inizialmente l’onere può essere elevato, ma è assolutamente giustificato, vista la sostanziale agevolazione futura.

Viceversa si sono espressi sfavorevolmente 17 Cantoni e otto organizzazioni (AG, AR, BS, GE, NE, JU, LU, NE, NW, SH, SO, TI, TG, VD, VS, ZG, ZH, CROP, GeCoBi, männer.ch,

CSIAS, UCS, ASM, Uni GE, CP).

Sono stati in particolare criticati i punti seguenti:

- alcuni partecipanti bocciano la prevista modifica in quanto non la ritengono efficace. Per la

CSIAS e l’USC, la LAS regola esclusivamente la competenza tra i Cantoni e non può quindi influire sul diritto materiale riguardante l’assistenza sociale;

- si critica l’onere supplementare amministrativo e finanziario rappresentato da un fascicolo

separato di assistenza sociale per i figli (AG, BS, GR, JU, LU, NW, TI, VS, VD, ZH, ZG, CSIAS, UCS);

- diversi partecipanti negano una competenza normativa diretta della Confederazione (SO,

ZG, SP, GDS, GeCoBi, CSIAS, UCS, CP, DJZ). Un domicilio assistenziale proprio, inoltre, non comporta necessariamente un’unità assistita indipendente. Per la CSIAS e l’UCS il legislatore non può influenzare le normative cantonali riguardanti l’obbligo di restituzione.

L’ASM dubita che tale disposizione riesca a introdurre un obbligo per le autorità sociali, per GeCoBi la base legale per una simile introduzione è infatti insufficiente;

- le critiche più frequenti sono riservate alla soppressione del principio dell’unità assistita

«economia domestica» e alla possibile disparità di trattamento che può derivare ai figli in