Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/90: Modifica della legge federale concernente il transito stradale nella regione alpina · 29 pagine
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Secondo il Governo del Cantone dei GR, per ragioni comprensibili la realizzazione di impianti di carico provvisori della strada viaggiante è osteggiata dai Comuni e dalle regioni interessati. Una strada viaggiante breve, da sola, non convince né sotto il profilo della politica finanziaria (grandi costi senza investimenti sostenibili), né sotto quello della politica regionale (le emissioni dovrebbero sopportarle quelle regioni che già oggi sopportano il carico principale del traffico di transito), né sotto quello della politica dei trasporti (capacità insufficienti, inevitabili spostamenti di traffico, trasferimento del traffico da confine a confine, strada viaggiante breve in concorrenza con i treni merci nella galleria di base, abrogazione parziale del divieto di circolare la notte in contraddizione con la politica dei trasporti svizzera). Per questi motivi, il sistema della strada viaggiante va completamente riconsiderato. Si deve puntare a un’autostrada viaggiante lunga che accolga il traffico da confine a confine e un’autostrada viaggiante breve riservata unicamente al traffico di autocarri regionale. L’opzione di un’autostrada viaggiante lunga da confine a confine va esaminata in maniera più approfondita non soltanto a livello qualitativo, bensì anche quantitativo, includendo l’asse del Sempione e soluzioni alternative per il traffico interno, a condizione che venga realizzato il corridoio di quattro metri. Si chiede inoltre che con la Germania e l’Italia si tengano colloqui nell’ottica dell’eventuale necessità di potenziare le stazioni di carico e risanare le tratte di accesso. Per l’autostrada viaggiante, nel senso di una pianificazione eventuale, occorrerebbe ancora concordare con i Cantoni interessati le ubicazioni delle stazioni di carico e le loro dimensioni, la capacità di un’eventuale autostrada viaggiante breve e la durata dell’apertura estiva durante i lavori di risanamento.
Il Cantone di UR ricorda che, a causa della situazione di inquinamento e degli spazi esigui, continua a essere contrario a un unico impianto di carico nel fondovalle di Uri (regione di Rynächt). Accertamenti da parte di una società indipendente avrebbero mostrato la presenza di ubicazioni alternative lungo la tratta di accesso settentrionale (tra Brunnen e Brugg).
L’ata chiede che i lavori di risanamento alla galleria esistente siano eseguiti a tappe durante i periodi di scarso traffico. Vanno poi messe a disposizione alternative ferroviarie per il traffico viaggiatori e merci e sufficienti possibilità di trasporto ferroviario attraverso la galleria ferroviaria di base. Occorre inoltre allestire un’autostrada viaggiante breve per il traffico interno e un’autostrada viaggiante lunga per il traffico di transito da confine a confine e attuare con coerenza la politica di trasferimento del traffico con un sistema di prenotazione.
RailValley propone, in considerazione dei progressi tecnologici della ferrovia e nella costruzione di automobili (p. es. riguardo alle emissioni o ai sistemi di sicurezza) un risanamento del San Gottardo in due tappe, così da evitare investimenti inutili. In una prima fase, la galleria autostradale del San Gottardo andrebbe parzialmente risanata prima del 2025, procedendo agli adeguamenti urgenti. Un risanamento completo dovrebbe avere luogo successivamente, dopo il 2040 (senza chiusura al traffico).
Per la FSU, il risanamento della galleria autostradale del San Gottardo senza realizzazione di una seconda canna offre alcune opportunità (la chiusura obbligatoria della galleria autostradale del San Gottardo durante il periodo del risanamento genererà la pressione necessaria di una soluzione a livello alpino per il traffico di transito transalpino, promozione indiretta dell’utilizzo della ferrovia, gli obiettivi di ordine generale vengono rispettati e portano a effetti territoriali positivi). Per i rischi così connessi (ubicazioni delle stazioni di carico tra Erstfeld e Biasca; isolamento del Cantone Ticino), con buone procedure in materia di pianificazione territoriale, ovvero con adeguate misure d’accompagnamento, si potrebbero trovare buone soluzioni. Dal punto di vista finanziario, andrebbe inoltre scelta la variante più conveniente per il risanamento della galleria autostradale del San Gottardo. In compenso, la Confederazione dovrebbe mettere a disposizione mezzi nettamente maggiori per i programmi d’agglomerato, poiché così sarebbe possibile risolvere problemi molto più grandi nel coordinamento con lo sviluppo degli insediamenti, che non con un ampliamento delle capacità al San Gottardo.
Considerati i differenti pareri espressi dai suoi membri, l’Unione delle città svizzere chiede una variante di risanamento (con o senza seconda canna) che sostenga, e non metta in questione, la politica di trasferimento del traffico della Confederazione, che sia attuabile tempestivamente, i cui investimenti siano equilibrati rispetto alle esigenze riscontrate negli agglomerati e che non metterebbe in questione, né sotto il profilo della politica finanziaria, né sotto quello della politica dei trasporti, il futuro cofinanziamento, sufficiente e a tempo indeterminato, del traffico d’agglomerato da parte della Confederazione.