Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/54: Legge federale sul trattamento fiscale delle sanzioni finanziarie (attuazione della mozione 14.3450, Luginbühl) · 24 pagine
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Se le sanzioni finanziarie che perseguono uno scopo penale fossero deducibili fiscalmente, il loro effetto punitivo risulterebbe attenuato dal diritto fiscale, poiché l’onere causato da una multa in termini economici si ridurrebbe nella misura in cui essa può essere dedotta a fini fiscali. Si potrebbe certamente argomentare che questo fatto deve essere messo in conto, perché la multa riduce effettivamente l’utile dell’impresa, pertanto la deduzione sarebbe giustificata. I fattori che diminuiscono l’imposizione andrebbero tuttavia a gravare in un certo qual modo sugli altri contribuenti (ipotizzando che il gettito fiscale conseguito sia costante), che quindi sosterrebbero indirettamente una parte della multa, della pena pecuniaria o della sanzione amministrativa di natura finanziaria che persegue uno scopo penale. Ciò non può essere lo scopo della sanzione, che deve penalizzare solo il colpevole e non la collettività.
Inoltre, se si ammettesse la deducibilità delle multe, da un lato ne conseguirebbe che i versamenti di retribuzioni corruttive a pubblici ufficiali secondo l’articolo 59 capoverso 2 LIFD non costituirebbero un onere giustificato dall’uso commerciale e non sarebbero ammessi in deduzione, mentre lo sarebbe una multa inflitta a una persona giuridica per corruzione ai sensi dell’articolo 102 CP. Un simile risultato sarebbe contraddittorio nonché contrario all’unità dell’ordinamento giuridico.
Sulla scorta di tali considerazioni il Consiglio federale ritiene che le multe, le pene pecuniarie e le sanzioni amministrative di natura finanziaria nel diritto vigente non siano fiscalmente deducibili.
1.2.2 Sanzioni che incidono sull’utile e non perseguono uno scopo penale
Le sanzioni che incidono sull’utile e non perseguono uno scopo penale non sono esplicitamente menzionate negli esempi di oneri giustificati dall’uso commerciale enumerati nella LIFD e nella LAID (cfr. art. 59 LIFD e art. 25 LAID). La deducibilità delle sanzioni che incidono sull’utile e non perseguono uno scopo penale rappresenta dunque una questione interpretativa.
Il Tribunale federale non si è finora espresso esplicitamente in merito. In base alla definizione dell’onere giustificato dall’uso commerciale formulata dal Tribunale federale (cfr. n. 1.2.1) è possibile determinare se le sanzioni che incidono sull’utile, nella misura in cui non perseguono uno scopo penale, abbiano oggettivamente un nesso causale con il reddito conseguito e siano dunque giustificate dall’uso commerciale. Queste sanzioni sono inflitte nei casi di un’attività commerciale redditizia che viola le disposizioni di legge. La sanzione è quindi volta in un certo qual modo a ristabilire una situazione conforme al diritto, recuperando la quota dell’utile risultante dalla violazione commessa. Ciò consente pure di correggere eventuali vantaggi competitivi conseguiti con il comportamento illecito. La sanzione che incide sull’utile intende dunque ripristinare l’equilibrio tra imprese concorrenti e non mira a compensare la violazione commessa. Il Consiglio federale è pertanto del parere che occorra presupporre un nesso causale oggettivo tra la sanzione e l’attività commerciale, e che quindi le sanzioni che incidono sull’utile siano giustificate dall’uso commerciale. Conformemente alla dottrina, secondo il Consiglio federale le sanzioni che incidono sull’utile e non perseguono uno scopo penale sono quindi fiscalmente deducibili ai sensi del diritto vigente.