Rapporto esplicativo
Consultazione 2015/54: Legge federale sul trattamento fiscale delle sanzioni finanziarie (attuazione della mozione 14.3450, Luginbühl) · 24 pagine
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commerciale può essere computato in buona fede alle spese sostenute deve pertanto essere fiscalmente riconosciuto come giustificato dall’uso commerciale.17
Dal punto di vista commerciale, le spese sorte in buona fede possono essere dedotte dall’utile. Ciò riguarda anche le spese che non hanno contribuito a conseguire un utile. Talora le multe, le pene pecuniarie e le sanzioni amministrative di natura finanziaria che perseguono uno scopo penale sono dunque contabilizzate come costo nel conto economico. Una pratica commerciale punibile penalmente può tuttavia portare anche a un utile più elevato per l’impresa, aumentando la cifra d’affari o diminuendo le spese. In questo caso esiste un certo nesso economico-aziendale tra l’attività commerciale e la multa, la pena pecuniaria o la sanzione amministrativa di natura finanziaria che persegue uno scopo penale. La causalità tra l’esercizio e la spesa deve tuttavia essere oggettiva. L’oggettività della spesa è determinata ricorrendo alla nozione, utilizzata nel diritto commerciale, dell’obbligo di diligenza a cui sottostà il direttore della società secondo un metro di valutazione oggettivo. La persona cui è stata inflitta una multa, una pena pecuniaria o una sanzione amministrativa di natura finanziaria che persegue uno scopo penale non ha adempiuto i suoi obblighi legali, quindi neppure l’obbligo di diligenza.
Secondo il Consiglio federale una pratica commerciale punibile penalmente non rappresenta un’azione commerciale compiuta in buona fede e nel caso di una multa, di una pena pecuniaria o di una sanzione amministrativa di natura finanziaria che persegue uno scopo penale non è data la necessaria natura oggettiva.
Dal punto di vista del diritto penale le multe e le pene pecuniarie costituiscono due tipologie di pena previste dalla legge. Le multe e le pene pecuniarie sono inflitte a causa di colpe personali e hanno lo scopo di compensare l’ingiustizia commessa. Devono toccare personalmente l’autore e sono in funzione della sua colpa (principio di colpevolezza).
A lungo la deroga al principio di colpevolezza vigeva unicamente nell’ambito delle imposte dirette, definendo la punibilità delle persone giuridiche nei casi di violazione degli obblighi procedurali e di sottrazione d’imposta (art. 181 LIFD). Dall’entrata in vigore della responsabilità dell’impresa prevista nell’articolo 102 capoverso 1 CP, le persone giuridiche sono inoltre perseguibili penalmente se in un’impresa, nell’esercizio di attività commerciali conformi allo scopo imprenditoriale, è commesso un crimine o un delitto che, per carente organizzazione interna, non può essere ascritto a una persona fisica determinata. Le multe possono raggiungere l’importo di 5 milioni di franchi. In entrambi i casi i reati sono ascrivibili anche a persone giuridiche, alle quali può quindi essere inflitta una multa.
L’articolo 59 capoverso 1 lettera a LIFD esclude soltanto le multe fiscali dall’onere giustificato dall’uso commerciale. Secondo il Consiglio federale è tuttavia errato dedurre «e contrario» che le altre multe e sanzioni amministrative di natura finanziaria che perseguono uno scopo penale costituiscano un onere giustificato dall’uso commerciale, come risulta soprattutto dalla genesi della disposizione. L’articolo 59 capoverso 1 lettera a LIFD è entrato in vigore il 1° gennaio 1995, ossia quando la punibilità dell’impresa di cui all’articolo 102 CP non era ancora entrata in vigore. Si dimostra così che soltanto le multe fiscali sono state considerate come multe riconducibili a una persona giuridica e che quindi nella legislazione è stato necessario menzionare solo esse in modo esplicito.
17 DTF 113 Ib 114; sentenze del Tribunale federale del 4 marzo 2002 (2A.457/2001) e del
29 novembre 2002 (2P.153/2002 e 2A.358/2002).