Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/15: Legge federale sui mezzi d'identificazione elettronica riconosciuti (Legge sull'eID) · 33 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione sulla legge federale sui servizi d’identificazione elettronica (Legge sull’eID, LSIE)
giorno, imprese con numero IDI, persone giuridiche con sede all’estero). La SPA suggerisce invece di imporre agli IdP un ampio obbligo di contrarre.
La FMH chiede che le eID per i pazienti siano collegate al loro numero d’identificazione secondo la LCIP e propone di istituire un’eID per gli stranieri senza titolo di soggiorno, analogamente a quanto fatto in campo sanitario per l’utilizzo di e-health. La CSC e l’ASSC propongono di adeguare i presupposti per il rilascio di eID agli stranieri, mentre la FSA suggerisce di sostituire nella versione tedesca il verbo «können» (hanno la facoltà) con il verbo «dürfen» (hanno il permesso), poiché la legge non impone alcun obbligo di contrarre agli IdP e l’articolo 3 capoverso 1 lettere a e b definiscono la cerchia di persone alle quali è consentito rilasciare un’eID. L’associazione e-Gov Svizzera propone di rilasciare eID anche alle persone giuridiche fondandosi sulle medesime basi legali.
L’UBS propone di completare la versione tedesca dell’articolo 3 capoverso 3 inserendo il termine «Entsperrung» («sblocco»). La Posta ravvisa motivi sia pro che contro l’introduzione di un obbligo di contrarre; tuttavia, nel caso si decida di introdurre un tale obbligo, sia la Posta che le FFS propongono di prevedere un adeguato risarcimento dei costi risultanti, a carico dell’ente pubblico. Le FFS vorrebbero ampliare la cerchia di possibili utenti permettendo il rilascio di eID anche a stranieri proprietari di fondi in Svizzera o a turisti, che la utilizzerebbero rispettivamente per compilare la dichiarazione delle imposte o per usufruire di servizi di ehealth o di offerte turistiche.
Inclusion Handicap non ritiene giusto negare alle persone disabili di acquisire un’eID e di concludere il relativo contratto adducendo che l’IdP competente per il rilascio è sprovvisto delle dotazioni tecniche necessarie per assicurare la comunicazione con tali persone oppure non dispone di un edificio accessibile anche a persone con disabilità che quindi non possono essere chiamate a presentarsi personalmente per la verifica dell’identità. Inclusion Handicap chiede inoltre che la richiesta sia disponibile in accesso facilitato per tutti i livelli di sicurezza. Un privato (D. Muster) ritiene che in determinati casi convenga imporre agli IdP l’obbligo di contrarre e propone l’approccio inverso, ossia di istituire tale obbligo prevedendo deroghe a norma di legge; suggerisce inoltre di disciplinare il riconoscimento delle eID straniere. Un privato (B. Oldani) propone d’integrare il testo per quanto riguarda il rilascio di eID alle persone giuridiche.
6.2.2 Art. 4 Riconoscimento degli IdP
BL intravvede una lacuna in merito al rapporto sulla sicurezza richiesto e propone di completare l’articolo 4 capoverso 2. FR ritiene che il rinnovo del riconoscimento dopo tre anni costituisca una complicazione considerevole sia per l’Amministrazione federale sia per gli IdP e chiede processi improntati alla linearità e all’efficienza dei costi. GE vorrebbe che nella legge e nell’ordinanza si preveda che anche i Cantoni possano agire come IdP. SH propone di verificare se occorra prevedere un ulteriore criterio riguardo al controllo esercitato da investitori stranieri. TG invece propone di completare la parte sulla detenzione dei dati inserendo «esclusivamente in Svizzera».
Il PVL approva che gli IdP siano chiamati a conservare e trattare i dati del sistema di eID in Svizzera secondo il diritto svizzero, ma nutre dubbi sull’attuabilità della norma. Secondo l’UDC, il riconoscimento degli IdP andrebbe vincolato alla condizione di avere sede in Svizzera, ma anche di essere sotto il controllo prevalente di cittadini svizzeri.
Per quanto riguarda le associazioni mantello dell’economia, la FER e SwissHoldings ritengono che l’obbligo di avere sede in Svizzera per essere riconosciuti come IdP ostacoli la futura notifica delle eID svizzere all’UE. L’ASB fa notare che, nel caso in cui il testo di legge preve-