Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/15: Legge federale sui mezzi d'identificazione elettronica riconosciuti (Legge sull'eID) · 33 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione sulla legge federale sui servizi d’identificazione elettronica (Legge sull’eID, LSIE)

capoverso 1 siano contraddittori riguardo all’obbligo di versare emolumenti per poter usufruire delle prestazioni del Servizio delle identità, e invita a rimuovere tale contraddizione.

Secondo il PVL occorre evitare che emolumenti troppo elevati impediscano all’IdP di commercializzare con successo le eID.

Digitalswitzerland approva che la prima trasmissione di dati d’identificazione personale nel processo di rilascio sia gratuita. Per stabilire l’entità degli emolumenti, la SPA propone di ponderare adeguatamente gli interessi della Confederazione, consistenti nel finanziare le sue unità amministrative, e quelli prevalentemente macroeconomici di un’ampia diffusione e utilizzazione dell’eID nella popolazione.

L’UBCS approva l’opzione riportata nel rapporto esplicativo (pag. 30) di rinunciare a una copertura totale delle spese amministrative. L’IG e-Health propone un aggiornamento dei dati d’identificazione personale conforme ai bisogni e ritiene che il modello di emolumenti proposto sia controproducente ai fini di un aggiornamento di questo tipo.

La Posta, le FFS e SwissSign AG sostengono che l’istituzione e la gestione del Servizio statale delle identità debbano essere finanziate dalla Confederazione e che occorra rinunciare agli emolumenti per le prestazioni fornite da tale servizio, i cui dati vanno messi a disposizione dell’IDP gratuitamente. Qualora non si volesse rinunciare agli emolumenti, andrebbe almeno garantita la parità di trattamento tra IdP privati e pubblici.

Secondo NüGlarus, i fornitori di servizi dovrebbero poter utilizzare l’eID di un IdP senza pagare nulla – questo per non rallentare la diffusione di nuove tecnologie. Un privato (B. Oldani) sostiene che il Servizio delle identità e quello di riconoscimento dovrebbero rinunciare a riscuotere emolumenti, che per definizione servono a coprire le spese, mentre i progressi tecnologici riducono le spese, e di riflesso anche gli emolumenti. Inoltre sostiene che, in conseguenza dell’utilizzo delle eID, le autorità (Confederazione, Cantoni e Comuni) comunicheranno più spesso via e-mail risparmiando milioni in carta da lettere, buste e spese di spedizione; la riduzione di tali spese determinerebbe un utile da adoperare per finanziare i costi cagionati dall’eID.

6.9 Sezione 9: Responsabilità, art. 24

BE. SO e GL fanno notare che gli IdP o i servizi che utilizzano eID possono essere anche autorità statali, soggette a un diritto sulla responsabilità diverso dalla legge sulla responsabilità della Confederazione (Legge sulla responsabilità, LResp, RS 170.32). ZG ritiene che almeno le eID con livello di sicurezza elevato vanno concepite in modo da poter essere utilizzate anche per concludere negozi giuridici.

La FMH propone di stabilire anche nella LSIE, in analogia con la FiEle, che l’IdP non possa esimersi dalla responsabilità per la sua condotta o quella dei suoi ausiliari.

La Posta propone di far attenzione a che le disposizioni sulla responsabilità non penalizzino la piazza economica svizzera.

Inclusion Handicap ritiene molto importante che l’utilizzo dell’eID non ponga ostacoli, in quanto sono gli utenti a dover rispondere dei danni derivanti da eventuali errori nell’utilizzo delle eID. Ricorda che la prova liberatoria rischia di essere difficile da fornire – come spesso nel mondo digitale / su Internet. Un privato (D. Muster) propone di disciplinare più chiaramente la responsabilità di ciascuna parte, come fa ad esempio il regolamento UE. Un altro privato (F. Scotoni) trova la responsabilità proposta decisamente più svantaggiosa rispetto a una responsabilità dello Stato nel caso di una soluzione statale. Un terzo privato (B. Oldani)