Rapporto sui risultati
Consultazione 2017/15: Legge federale sui mezzi d'identificazione elettronica riconosciuti (Legge sull'eID) · 33 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione sulla legge federale sui servizi d’identificazione elettronica (Legge sull’eID, LSIE)
regolarmente, l’emissione di eID e l’identificazione del richiedente a IdP privati riconosciuti dallo Stato (p. es. la Posta, un’azienda di telefonia o una banca) oppure se sia preferibile assegnare tale compito a un servizio statale (p. es. agli uffici cantonali dei passaporti).
Ventuno Cantoni si sono espressi a favore della ripartizione dei compiti proposta2, mentre AI e AR non la approvano e raccomandano che sia lo Stato a emettere eID come accade per il rilascio di passaporti e documenti d’identità. TG concorda solo in parte, mentre ZG propende per l’emissione di eID ad opera dello Stato, eventualmente coadiuvato dall’economia privata per il supporto informatico. ZH propone inoltre di istituire un’associazione mantello composta di Comuni, Cantoni e Confederazione e guidata da quest’ultima per fornire servizi
d’identificazione. VD suggerisce invece di correlare l’emissione di eID allo scopo di utilizzo, e quindi affidarla – a seconda del caso – allo Stato o all’economia privata. BS chiede invece di appurare se l’emissione di eID non sia invece effettivamente di competenza esclusiva dello Stato.
I partiti hanno opinioni divergenti: per il PBD la prova elettronica dell’identità riconosciuta a livello statale (eID statale) è di competenza dello Stato; l’eID andrebbe rilasciata esclusivamente da quest’ultimo o, in alternativa, da un unico operatore privato incaricato di assumere tale compito sovrano. Il PPD in linea di principio approva che con questo progetto il Consiglio federale stabilisca le condizioni quadro per il riconoscimento delle eID, ma si chiede se la loro emissione, almeno per i servizi di e-government, non necessiti di un livello di sicurezza più elevato e se quindi non dovrebbe essere piuttosto di competenza della Confederazione. Il PLR appoggia l’orientamento proposto, in quanto ritiene che lo Stato non debba distribuire applicazioni proprie, bensì solo creare le condizioni quadro che permettano all’economia e ai cittadini di sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla digitalizzazione. Il PVL appoggia l’idea del Consiglio federale di realizzare il sistema di eID ripartendo i compiti tra Stato e mercato, e si dichiara a favore dell’emissione di eID ad opera di IdP riconosciuti dalla Confederazione. I Verdi, pur ritenendo necessaria l’identità elettronica, pensano che il progetto vada nella direzione sbagliata: a loro avviso, conferire un’identità, un «passaporto» digitale, è un compito che deve continuare a spettare all’ente pubblico. In linea di massima il PPS sostiene lo sviluppo e l’introduzione di eID per permettere l’identificazione nel mondo digitale attraverso mezzi riconosciuti dallo Stato, ma ritiene che la fornitura ai cittadini di un mezzo per provare la loro identità, che sia cartaceo o elettronico, sia di competenza dello Stato. Il PS respinge il progetto nella forma in cui è stato presentato, ma riconosce espressamente la necessità di intervenire e chiede quindi al Consiglio federale di rielaborarlo in modo da trovare un compromesso tra la completa esternalizzazione proposta e una soluzione esclusivamente statale; a questo proposito suggerisce, per le procedure di emissione e il design tecnico delle eID, una responsabilità statale più accentuata rispetto a quella proposta dal Consiglio federale, senza pertanto escludere il settore privato con il suo know-how e la sua capacità innovativa. Pur non approvando l’avamprogetto, l’UDC concorda sul fatto che lo Stato non deve occuparsi dell’emissione di eID. Ritiene infatti opportuno che la Confederazione rinunci ad ogni responsabilità in materia, lasciando la decisione al mercato.
I pareri divergono anche tra le collettività locali. Pfäffikon ZH si schiera a favore della ripartizione dei compiti proposta e suggerisce di istituire un’associazione mantello fornitrice di servizi identitari, guidata dalla Confederazione e formata da quest’ultima, dai Cantoni e dai Comuni. L’ACS e la maggioranza dei membri dell’UCS sono contrari alla ripartizione proposta, preferendo eID statali. L’UCS chiede infatti alla Confederazione di rielaborare il progetto e di proporre una variante che concretizzi l’idea di un’eID unica rilasciata dallo Stato.
2 AG, AR, AI, BE, BL, BS, FR, GE, GL, GR, JU, LU, NE, NW, SO, SH, SG, TG, UR, VS, ZG, ZH, TI.