Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/15: Legge federale sui mezzi d'identificazione elettronica riconosciuti (Legge sull'eID) · 33 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione sulla legge federale sui servizi d’identificazione elettronica (Legge sull’eID, LSIE)

Il PVL propone di precisare che il gestore di un servizio che utilizza eID non è obbligato a concludere accordi di questo tipo con tutti gli IdP.

L’ASB suggerisce di introdurre un obbligo di comunicazione in presenza di indizi di un utilizzo abusivo dell’eID.

L’UBS propone di istituire un broker e di adeguare il testo di legge di conseguenza. La Coop approva la formulazione snella dell’avamprogetto e chiede un’attuazione altrettanto lineare nell’ordinanza. Come per i consumatori, anche per i gestori la semplicità e la flessibilità sono essenziali affinché un sistema di eID venga utilizzato.

Un privato (D. Muster) pone domande sul controllo del rispetto degli accordi, nonché sugli obblighi di diligenza e le competenze in tale ambito. Un altro privato (B. Oldani) chiede lo stralcio dell’articolo per motivi di impraticabilità.

6.4.2 Art. 16 Autorità in veste di gestori di servizi che utilizzano eID

BE propone di completare questo articolo per estendere l’obbligo di utilizzo anche alle imprese che forniscono un servizio a una grossa fetta della popolazione nel quadro di un mandato o di una normativa previsti dal diritto federale. VS fa notare che sarà necessario un periodo di transizione durante il quale tutte le amministrazioni coinvolte avranno il tempo di adeguare il loro sistema d’identificazione alla legge proposta. UR sostiene che, per i servizi elettronici delle autorità, il livello di sicurezza va stabilito nelle pertinenti basi giuridiche, che soltanto i livelli di sicurezza elevati richiedono una foto del volto e la firma, e che non occorre registrare altri dati biometrici. ZH vede l’obbligo di accettare ogni eID riconosciuta come una possibile distorsione del mercato, in quanto anche le eID più costose e meno economiche di altre si diffonderebbero, perché il loro utilizzo non verrebbe finanziato dal titolare, bensì dallo Stato, chiamato a versare indennità basate sulla frequenza d’uso. TG vorrebbe che venissero messi a disposizione alcuni modelli di contratto.

Per economiesuisse e SwissHoldings, anche nella comunicazione con le autorità l’eID dovrebbe essere considerata un’alternativa valida a tutti gli effetti – seppur facoltativa – ai mezzi d’identificazione e autenticazione come il passaporto o la carta d’identità.

La Posta e le FFS chiedono una norma di accettazione centrale che riconosca l’eID come mezzo d’identificazione e autenticazione valido in tutto l’ordinamento giuridico e per tutti i rapporti con le autorità; in proposito propongono anche alcune formulazioni. L’UBS propone di riformulare completamente l’articolo introducendovi un mandato legale all’indirizzo dei Comuni e dei Cantoni. Swisscom propone di prescrivere imperativamente che l’eID riconosciuta a livello statale sia l’unica possibilità d’identificazione e di autenticazione elettronica nei confronti dello Stato (sia internamente all’Amministrazione federale con i suoi collaboratori sia nei contatti tra privati e l’Amministrazione federale).

6.5 Sezione 5

6.5.1 Art. 17 Obblighi

BL ritiene che nell’interesse della protezione dei minori e delle persone con limitata capacità di agire sia opportuno comunicare sempre l’età se inferiore ai 18 anni e il limitato esercizio dei diritti civili. Per BL occorre chiarire chi debba garantire la verifica della validità delle eID secondo il capoverso 1 lettera c. TG consiglia di inserire il termine «persona richiedente» all’interno dell’articolo 17 e propone di disciplinare nella legge il blocco dell’eID. ZH suggerisce che ai titolari di eID sia anche data la possibilità di prolungare, su richiesta, il periodo di conservazione dei dati relativi all’utilizzo dell’eID. Il titolare dovrebbe inoltre essere in grado,