Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/15: Legge federale sui mezzi d'identificazione elettronica riconosciuti (Legge sull'eID) · 33 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione sulla legge federale sui servizi d’identificazione elettronica (Legge sull’eID, LSIE)

Tra le imprese, l’UBS propone di lasciare la possibilità di aggiungere altri attributi all’elenco di cui all’articolo 7 capoverso 2 dell’avamprogetto.

Quanto agli altri partecipanti alla consultazione, la BFH propone di permettere ai fornitori privati di collegare altri attributi all’eID. La Società Digitale invece si è detta contraria

all’utilizzo di caratteristiche biometriche come mezzi di identificazione. Secondo dirittifondamentali.ch, l’avamprogetto esagera con i dati da trattare per un’eID; l’associazione non vede perché s’intende raccogliere preventivamente tutti questi dati personali e metterli a disposizione dei fornitori privati.

6 Osservazioni sui singoli articoli

6.1 Sezione 1: Disposizioni generali

6.1.1 Art. 1 Oggetto e scopo

Tra le associazioni mantello dell’economia, l’ASB e l’UBCS suggeriscono di menzionare,

nell’articolo sullo scopo, l’ampia diffusione delle eID e l’ispirazione agli standard internazionali.

Per quanto riguarda il settore delle TIC, la KARTAC e la SPA consigliano di citare

nell’articolo l’ampia diffusione delle eID e la garanzia dell’interoperabilità nazionale e internazionale.

Le imprese si sono espresse come segue: l’UBS propone di specificare l’intenzione di garantire la vasta diffusione delle eID e l’ispirazione agli standard internazionali. La Posta approva che l’utilizzo delle eID sia lo scopo principale della regolamentazione e ritiene che l’articolo 1 dovrebbe attribuire alla Confederazione il compito di rilasciare identità elettroniche. Raccomanda di conseguenza il termine «rilascio» e specifica che per «interoperabilità» debba intendersi anche l’interoperabilità internazionale. Secondo Swisscom, il sistema sussidiario di eID della Confederazione ai sensi dell’articolo 13 non dovrebbe essere una scelta facoltativa al momento dell’entrata in vigore della legge, bensì un obbligo. Qualora il mercato non promuovesse fin da subito le eID riconosciute dallo Stato, ritiene che debba essere la Confederazione stessa a farlo, offrendo un apposito sistema almeno per l’e-government. Propone quindi di inserire all’articolo 1 capoverso 2 dell’avamprogetto l’ulteriore scopo di diffondere l’utilizzo delle eID per l’e-government. Le FFS suggeriscono, tra le altre cose, di specificare ulteriormente il ruolo della Confederazione e propongono l’espressione seguente: «i diritti e i doveri della Confederazione in quanto autorità competente per il rilascio di mezzi

d’identificazione elettronica ed ente responsabile dei Servizi d’identità e di riconoscimento».

6.1.2 Art. 2 Definizioni

FR ritiene opportuno che sia elaborata una definizione legale di «titolare di eID» e ZH propone di redigere una definizione di «Servizio d’identità».

Le associazioni mantello dell’economia hanno dichiarato quanto segue: l’USC propone di sostituire in tutta la legge «fornitori di servizi identitari» con «fornitori di servizi

d’identificazione», di estendere la cerchia degli IdP agli enti statali adeguando di conseguenza tutto il testo e di inserire i termini «broker eID» e «attributi dell’identità» tra le definizioni legali. Per SwissHoldings è importante soprattutto non creare «definizioni svizzere» specifiche, bensì di utilizzare, ove possibile, la terminologia dell’eIDAS.

Tra le associazioni del settore delle TIC, l’ISSS suggerisce di aggiungere ulteriori termini alla lista delle definizioni legali e di sostituire in tutto il testo il termine «blocco» con «sospensio-