Rapporto sui risultati

Consultazione 2017/15: Legge federale sui mezzi d'identificazione elettronica riconosciuti (Legge sull'eID) · 33 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione sulla legge federale sui servizi d’identificazione elettronica (Legge sull’eID, LSIE)

se lo desidera, di consultare i dati e semmai cancellarli successivamente (ovvero dopo 6 mesi) assumendosene la responsabilità. ZH ritiene opportuno obbligare l’IdP a comunicare la lista delle eID bloccate anche al Servizio delle identità, e ciò in conformità con l’articolo 19 LSIE; inoltre chiede di valutare se anche le autorità inquirenti dovrebbero avere accesso a tale lista.

Per la FER, non è realistico obbligare gli IdP a dimostrare in ogni momento la validità di tutte le eID che hanno rilasciato e di permetterne la verifica a titolo gratuito. Chiede quindi che venga tolto il riferimento alla gratuità. L’UBCS suggerisce di chiarire e adeguare il capoverso 1 lettera g in modo da renderlo conforme agli altri obblighi legali di conservazione.

La FMH fa notare che non è disciplinata né la pubblicazione della lista delle eID revocate o bloccate né la sua accessibilità ai servizi che si servono di eID, come ad esempio la cartella medica.

La Posta e le FFS propongono di eliminare la parola «periodicamente» o di sostituirla con «debitamente». L’UNS sostiene che solo il Servizio delle identità dovrebbe poter verificare la validità delle eID in ogni momento; tale obbligo dell’IdP non può applicarsi senza restrizioni a terze parti (in particolare ai servizi che utilizzano eID). L’UBS e Swisscom propongono di eliminare la lettera g sia perché si applicano i principi della protezione dei dati sia perché sono ipotizzabili nuovi requisiti legali che impongono un periodo di conservazione più lungo. Per la comunicazione degli attributi che vanno oltre i dati d’identificazione personale, l’UBS suggerisce di prescrivere la necessità di ottenere ogni volta il consenso espresso del titolare dell’eID; ritiene importante poter notificare e trattare le comunicazioni di problemi o perdita, ma pensa che competa all’IdP definire i dettagli organizzativi.

Inclusion Handicap chiede che gli IdP impostino gli strumenti tecnici necessari a ottenere il consenso in maniera tale da consentire anche alle persone disabili di dare il loro consenso in modo rapido e semplice e di usufruire del servizio clienti alla stregua delle persone senza disabilità. Ritiene vadano messi a disposizione diversi canali, accessibili a tutti.

6.5.2 Art. 18 Interoperabilità

L’UBCS ritiene importante che il nuovo Servizio delle identità abbia la priorità di stabilire gli standard e di definire le interfacce per l’interoperabilità dei sistemi di eID. In un secondo momento il Consiglio federale dovrebbe verificare e garantire l’interoperabilità con l’estero.

La KARTAC e la SPA propongono di sancire nella legge l’obbligo di ispirarsi agli standard internazionali in sede di ordinanza (tecnica). Per Digitalswitzerland l’interoperabilità è un aspetto indispensabile per la buona riuscita dell’introduzione delle eID; si pronuncia a favore di una piattaforma d’intermediazione la cui impostazione andrebbe promossa e chiarita definitivamente dalla Confederazione. SWITCH suggerisce di chiarificare in cosa consiste il «roaming» – non ancora collaudato sul mercato – tra i vari fornitori, in modo che i parametri siano disponibili prima dell’accreditamento e ben prima dell’introduzione sul mercato.

Privatim ritiene che – nonostante l’obbligo di ottenere il consenso dei diretti interessati – la comunicazione di dati non sia proporzionata allo scopo.

La Posta, le FFS e SwissSign AG ritengono imperativo disciplinare l’indennizzo tra le parti coinvolte sotto forma di un emolumento per il roaming, perché altrimenti si rischierebbe di discriminare gli IdP che dispongono di un’ampia clientela eID. La Posta e le FFS credono inoltre che occorra tener conto anche dell’interoperabilità internazionale e prevedere, ad esempio, l’allestimento e la gestione dei server STORK da parte della Confederazione. La Swisscom e l’UBS consigliano di istituire un broker e di sancirlo nella legge.