Rapporto esplicativo

Consultazione 2017/22: Progetto di legislazione esecutiva relativa alla revisione totale della legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni · 65 pagine

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contenuti che controlla nell’ambito della procedura operativa ordinaria (routing, segnalazione, cfr. anche art. 52 cpv. 1 lett. h) e ai quali può pertanto accedere.

2. Inbound roaming: la sorveglianza di un utente di un altro fornitore, che con la sua apparecchiatura terminale usa come ospite la rete della persona obbligata a collaborare. La sorveglianza in questo caso è possibile poiché l’utente si trova nella rete della persona obbligata a collaborare. Per motivi tecnici particolari può darsi, tuttavia, che non sia possibile trasmettere i contenuti della comunicazione in chiaro, ciò avviene ad esempio quando i dati sono protetti da cifratura durante la trasmissione tra l’utente terzo e la sua rete natia e la relativa chiave non è stata definita dalla persona obbligata a collaborare, che non può quindi rimuoverla. Un fornitore estero di reti mobili, ad esempio, che non è considerato una persona obbligata a cooperare ai sensi dell’articolo 2 nLSCPT e i cui clienti sono registrati in una rete svizzera soltanto come inbound-roamer, non sottostà invece ad obblighi secondo la LSCPT.

I dati della sorveglianza trasmessi devono corrispondere al traffico delle telecomunicazioni indicato nel mandato di sorveglianza. La persona obbligata a collaborare deve fornire assistenza al Servizio SCPT (cfr. cpv. 5).

Secondo il capoverso 6, se all’identificativo di destinazione sono associati altri identificativi, i fornitori devono garantire che anche questi siano sorvegliati nell’ambito del tipo di sorveglianza.

Infine il capoverso 7 stabilisce che se al momento dell’attivazione di una sorveglianza in tempo reale l’oggetto della sorveglianza ha già iniziato una comunicazione, i relativi dati vanno trasmessi senza indugio

Art. 49 FST con obblighi di sorveglianza ridotti

In linea di massima, i FST devono essere in grado di eseguire o far eseguire da terzi i tipi di sorveglianza riguardanti i servizi da loro offerti (art. 32 nLSCPT) e devono pertanto disporre delle attrezzature necessarie per la sorveglianza del traffico delle telecomunicazioni. Non tutti i FST sono in grado di sostenere i costi di investimento richiesti per l’acquisto di tali attrezzature, in particolare tali costi creano difficoltà ai fornitori di piccole e medie dimensioni. Nell’articolo 26 capoverso 6 nLSCPT, il Legislatore ha pertanto attribuito al Consiglio federale la competenza di dispensare da alcuni obblighi legali i FST che offrono servizi di scarsa importanza economica o nel settore dell’istruzione. La deroga non si applica però all’obbligo legale minimo di tollerare una sorveglianza, sopprimere i criptaggi, garantire l’accesso ai propri impianti e trasmettere i metadati delle telecomunicazioni della persona sorvegliata (art. 26 cpv. 2 nLSCPT).

Il capoverso 1 specifica le condizioni in base alle quali un FST deve rispettare soltanto l’obbligo legale minimo e ha quindi obblighi di sorveglianza ridotti. Ciò è il caso se offre i propri servizi di telecomunicazione soltanto nel settore dell’istruzione oppure se non raggiunge entrambi i seguenti valori: 10 incarichi di sorveglianza negli ultimi 12 mesi (data di riferimento: 30 giugno) o un fatturato annuo di meno di 100 milioni di franchi per due esercizi consecutivi. Il secondo criterio è ulteriormente circoscritto in quanto entra in linea di consto soltanto il fatturato realizzato con i servizi di telecomunicazione e i servizi di comunicazione derivati. I FST che offrono i propri servizi esclusivamente nel settore