Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/32: Modifica dell'ordinanza sui fondi propri (leverage ratio e ripartizione dei rischi) · 23 pagine
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Rapporto esplicativo concernente la
modifica dell’ordinanza sui fondi propri
– Leverage ratio e ripartizione dei rischi
analizzato questa critica e sono comunque giunti alla conclusione che, complessivamente, l’elevata capacità di assorbimento delle perdite supera di molto l’effetto dell’aumentata propensione al rischio51. Dallo studio della Banca centrale europea si evince che le banche per le quali il leverage ratio è vincolante possono accrescere i propri investimenti ponderati in base ai rischi in rapporto agli attivi totali da 1,5 a 2 punti percentuali in più rispetto a quanto farebbero senza direttive sul leverage ratio. Tuttavia a tale incremento della propensione al rischio corrisponde un rialzo del leverage ratio da 0,5 a 1 punto percentuale. Spesso il rialzo ha già avuto luogo nel momento in cui vengono comunicate le nuove direttive e non sarebbe potuto avvenire senza l’introduzione di un leverage ratio. Questo incremento del capitale proprio è decisamente più elevato rispetto al rialzo che sarebbe stato necessario a fronte di esigenze di capitale ponderate in base ai rischi per coprire gli attivi ponderati in base ai rischi. Inoltre occorre osservare che una maggiore propensione al rischio incrementa ancora una volta gli attivi ponderati in base ai rischi, cosicché presto le esigenze di capitale ponderate in base ai rischi ridiventano vincolanti52,53.
Riduzioni di bilancio e aumento dei margini d’interesse: da uno studio della European Ban-
king Authority (EBA) si deduce che, in seguito al leverage ratio, si possono prevedere riduzioni di bilancio54 soltanto in misura contenuta. Ciò è dovuto in particolare al fatto che le istituzioni che raggiungono già il leverage ratio del 3 per cento mostrano una capacità di estensioni del bilancio55. Inoltre, nel suo studio l’EBA ritiene che potrebbero essere interessate dalle riduzioni di bilancio soprattutto le posizioni nei confronti del settore pubblico, degli istituti finanziari, delle cartolarizzazioni e delle posizioni del portafoglio di negoziazione. Secondo diversi studi, i costi del maggiore capitale proprio eventualmente necessario potrebbero venir scaricati attraverso l’incremento dei margini d’interesse a carico dei clienti. Il Comitato di Basilea stima l’output perso a seguito degli interessi più elevati a 0,08 per cento all’anno. A questi costi si contrappone il costante incremento della resistenza del sistema finanziario. Lo studio della BRI quantifica il beneficio marginale, a fronte di costi della crisi assunti tra il 63 e il 100 per cento dell’output pre-crisi, tra lo 0,26 e lo 0,41 per cento all’anno. In questo modo risulta un beneficio marginale netto del leverage ratio oscillante tra lo 0,18 e lo 0,33 per cento, a seconda dei costi della crisi assunti. Parimenti, la Bank of England (BoE) conclude che l’influenza del leverage ratio sui margini d’interesse, e quindi sulla concessione di crediti, è bassa. Infatti, per la maggior parte delle banche il leverage ratio non costituisce l’esigenza per il capitale vincolante. Inoltre la più elevata resilienza degli istituti finanziari può determinare un calo dei costi di rifinanziamento, il che rende necessaria una compensazione più bassa del rendimento del capitale proprio tramite i margini d’interesse.
3.1.2 Limitazione dei grandi rischi (ripartizione dei rischi)
La limitazione dei grandi rischi assicura una sufficiente diversificazione dei clienti. Questo impedisce che una banca dipenda da poche relazioni con la clientela o investimenti. Le disposizioni per la limitazione dei grandi rischi ai sensi di Basilea III prevedono che i rischi assunti da
51 Lo studio della Bank of England (BoE) stima che una riduzione permanente della probabilità di crisi di un punto percentuale determina un incremento del valore attuale netto del PIL nell’ordine di 4,5 mia. di sterline all’anno.
52 L’EBA evidenzia altresì che il ricorso a differenti standard di rendicontazione non ha alcuna influenza sul calcolo del leverage ratio e sulla comparabilità tra i diversi Paesi. Dovrebbe quindi essere garantita una parità di condizioni malgrado i diversi standard di rendicontazione.
53 Poiché il denaro corrente dato in prestito accresce il leverage ratio ma non le esigenze di capitale ponderate in base ai rischi, secondo la BoE il leverage ratio ha il potenziale di ridurre il volume e la liquidità del mercato monetario. La BoE identifica questi elementi anche quale potenziale fattore d’influenza del maggiore spread tra il tasso di sconto e gli interessi di breve termine sul mercato monetario. Inoltre la minore liquidità su tale mercato potrebbe ridurre la liquidità sui mercati obbligazionari e dunque rendere più cara l’assunzione di capitale di terzi.
54 Hartmann-Wendels si aspetta riduzioni di bilancio soprattutto per le banche con possibilità di assunzione di fondi propri limitate.
55 L’analisi simulativa si basa sull’ipotesi che principalmente le posizioni in bilancio vengano ridotte con basse ponderazioni dei rischi.