Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/80: Approvazione della Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo · 24 pagine
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culturale subacqueo. Il progetto di accordo europeo in materia presentato nel 1985 non ebbe però successo.
Dopo decenni di lavori le Nazioni Unite adottarono la Convenzione del
10 dicembre 19822 sul diritto del mare. Due articoli (art. 149 e 303) affrontano anche la questione della protezione del patrimonio culturale subacqueo, in modo però molto generico e poco incisivo.
L’evidente assenza di una tutela efficace del patrimonio culturale subacqueo indusse in seguito l’International Law Association (ILA; Association de Droit International) ad abbozzare un accordo internazionale in materia. Parallelamente il Consiglio d’Europa intensificò i suoi sforzi per tutelare i reperti archeologici e adottò la Convenzione europea del 16 gennaio 19923 per la salvaguardia del patrimonio archeologico. Tale Convenzione influenzò a sua volta i lavori dell’ILA, che approvò il proprio progetto di Convenzione nel 1994 e lo trasmise all’UNESCO.
Nello stesso periodo, un gruppo di lavoro del Consiglio internazionale dei
monumenti e dei siti (ICOMOS) definì delle regole per il trattamento e la
conservazione a regola d’arte del patrimonio archeologico subacqueo. Tali regole confluirono nella Carta internazionale sulla protezione e la gestione del patrimonio culturale subacqueo4, approvata dall’Assemblea generale dell’ICOMOS
nell’autunno del 1996.
Nel 1997 l’Assemblea generale dell’UNESCO stabilì che la protezione del
patrimonio culturale subacqueo doveva essere regolamentata a livello
sovranazionale mediante un accordo; il Direttore generale fu incaricato di preparare una bozza e di farla esaminare da un comitato di esperti. In seguito l’UNESCO elaborò un progetto basato su quello dell’ILA del 1994. Dopo approfondite
discussioni e modifiche tra il 1998 e il 2001, il 2 novembre 2001 l’Assemblea generale dell’UNESCO adottò la Convenzione con 88 voti favorevoli, 4 contrari e 15 astensioni. La Convenzione è entrata in vigore nel 2009 con l’adesione del ventesimo Stato.
1.3 Esito dei negoziati
Con la Convenzione del 2001, l’UNESCO è riuscita a creare uno strumento efficace per la protezione del patrimonio culturale subacqueo. Malgrado i dubbi iniziali sull’adesione di un numero sufficiente di Stati per garantirne l’entrata in vigore, in breve tempo essa ha riscosso un vasto consenso, tanto che finora vi hanno aderito 58 Stati. La Convenzione è stata ratificata dai seguenti Paesi: Albania, Algeria, Antigua e Barbuda, Arabia Saudita, Argentina, Bahrein, Belgio, Benin, Bolivia, Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, Cambogia, Croazia, Cuba, Ecuador, Egitto, Francia, Ghana, Giamaica, Giordania, Grenada, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, Iran, Italia, Kuwait, Libia, Lituania, Madagascar, Messico, Montenegro, Marocco, Namibia,
Nigeria, Palestina, Panama, Paraguay, Portogallo, Repubblica democratica del
2 RS 0.747.305.15
3 RS 0.440.5
4 Le regole della Carta sono state in seguito riprese in forma pressoché invariata nell’allegato della Convenzione del 2001.