Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/34: Decisione programmatica per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo · 25 pagine
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dagli aerei da combattimento consente di definire le priorità in maniera flessibile e rapida. La difesa terra-aria può essere impiegata soltanto per abbattere aeromobili, ma non per identificare aeromobili in loco, per lanciare avvertimenti, per allontanarli o costringerli ad atterrare. In caso di situazione normale (servizio di polizia aerea), la difesa terra-aria non è un’alternativa e anche in una situazione di tensioni elevate potrebbe essere opportuno poter allontanare gli utilizzatori illeciti dello spazio aereo svizzero con gli aerei da combattimento anziché abbatterli con la difesa terra-aria.
I droni sono molto utili per la ricognizione aerea perché possono rimanere in volo per molto tempo, ma non sono adatti alla polizia aerea né alla difesa da aerei da combattimento estranei. In particolare, per il servizio di polizia aerea è importante che sia presente in loco un pilota che prenda decisioni adeguate alla situazione. A ciò si aggiunge che di solito i droni sono meno veloci e non possono volare a quote così elevate come gli aerei passeggeri civili, per non parlare degli aerei da combattimento.
Gli elicotteri da combattimento possono appoggiare le truppe al suolo, ma non sono impiegabili per il servizio di polizia aerea né per la difesa aerea. In effetti sono troppo lenti, non possono essere impiegati a quote sufficientemente elevate e non sono dotati di radar aria-aria per l’identificazione di altri aeromobili. Infine, sono molto vulnerabili al tiro diretto da terra.
Presentando anch’essi velocità e quote d’impiego insufficienti, non possono essere presi in considerazione nemmeno i velivoli da addestramento armati.
Il ricorso a velivoli usati non è un’alternativa ragionevole. Attualmente non sono in offerta F/A-18 C/D, ma anche in caso di eventuali offerte, i velivoli dovrebbero probabilmente essere resi di nuovo operativi con oneri elevati. A seconda delle ore di volo ancora disponibili, si tratterebbe di una soluzione molto inefficiente. A ciò si aggiunge che dal punto di vista tecnico gli F/A-18 C/D saranno obsoleti tra dieci anni.
Il rifornimento in volo, per realizzare la medesima permanenza in loco con un numero inferiore di velivoli, non sarebbe un’opzione ragionevole in Svizzera, a causa delle brevi distanze dalle basi dei velivoli e perché gli aerei cisterna dovrebbero a loro volta essere efficacemente protetti, con conseguenti necessità supplementari di aerei da combattimento.
Anche la cooperazione internazionale è presentata talvolta come alternativa (parziale) all’acquisto di nuovi aerei da combattimento, con l’argomento che consentirebbe di ridurre le dimensioni della flotta di aerei da combattimento. In realtà la cooperazione internazionale ha luogo già oggi. Gli accordi concernenti la cooperazione in materia di sicurezza dello spazio aereo in caso di minacce non militari, conclusi con quattro Stati limitrofi, facilitano il servizio di polizia aerea e consentono di non interrompere l’inseguimento di velivoli (escludendo tuttavia l’uso della forza, non autorizzato negli spazi aerei di altri Paesi). In seguito alla rinuncia alla gestione di appositi sistemi nazionali da parte degli Stati limitrofi, l’accordo con la Germania e la NATO concernente la partecipazione della Svizzera all’Air situation data exchange consente alla Svizzera di continuare ad allestire un’immagine appropriata della situazione aerea. Nel quadro dell’istruzione dei piloti è necessario poter svolgere esercitazioni all’estero per l’allenamento di voli a bassa quota, voli notturni e voli a velocità supersonica. Tuttavia, all’utilizzazione di aerei da combattimento svizzeri negli spazi aerei di altri Paesi e di aerei da combattimento di forze armate straniere nello spazio aereo svizzero si oppongono, nella situazione normale, esi-