Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/34: Decisione programmatica per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo · 25 pagine
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con conseguenze imprevedibili. Collisioni tra aerei sono state sventate all’ultimo momento e altre manovre provocatorie sono rimaste senza conseguenze unicamente grazie a circostanze fortuite.
Gli attuali accordi concernenti il controllo degli armamenti e la creazione di trasparenza sono messi a dura prova. Questa constatazione vale tanto per gli accordi multilaterali a livello europeo quanto per gli accordi bilaterali sulle armi nucleari conclusi tra gli Stati Uniti e la Russia. A ciò si aggiunge l’attuale dissenso tra gli Stati uniti da una parte e, dall’altra, Germania, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina sull’accordo nucleare stipulato dagli Stati Uniti con l’Iran nel 2015.
La modernizzazione dei mezzi di protezione dello spazio aereo deve inoltre essere perseguita in considerazione degli sviluppi incerti a livello di politica di sicurezza. Se la Svizzera avviasse oggi un programma di rinnovo dei propri mezzi di protezione dello spazio aereo, i nuovi sistemi sarebbero completamente operativi verso il 2030 e, con una prevedibile durata di utilizzazione di 30–40 anni, potrebbero essere impiegati sino al 2060 se non addirittura oltre. Su come il contesto della Svizzera potrebbe evolvere sino ad allora a livello di politica di sicurezza non è possibile formulare pronostici affidabili.
Nel quadro della politica di sicurezza è pertanto assolutamente necessario avviare, da un lato, la sostituzione degli F-5 e degli F/A-18 (in esercizio rispettivamente da circa 40 e 20 anni) e, dall’altro, l’acquisto di un sistema moderno di difesa terra-aria a lunga gittata e con un conseguente maggiore effetto dissuasivo. Il quantitativo conciliabile con il volume finanziario non corrisponde a un armamento ingente, ma a un adeguamento misurato all’evoluzione del contesto. La cooperazione internazionale entro i limiti sanciti dallo statuto di neutralità non rappresenta un’alternativa: in tutta l’Europa la protezione dello spazio aereo è considerata un compito centrale dello Stato e quasi tutti i Paesi europei – anche in seno alla NATO – adempiono questo compito con mezzi nazionali, nell’esercizio della sovranità statale.
Il notevole aumento dell’intensità di altre minacce, in primo luogo del terrorismo e dei cyberattacchi, non può essere considerato un argomento contro il rinnovo dei mezzi di protezione dello spazio aereo. Le «nuove» minacce non si sono sostituite a quelle «vecchie», che sussistono tuttora. Gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria, inoltre, contribuiscono alla protezione da attacchi terroristici nello e dallo spazio aereo. Le misure di protezione dello spazio aereo e del cyberspazio non sono alternative, bensì complementari.
1.4 Basi concettuali
Per la protezione e la difesa dello spazio aereo sono state elaborate negli scorsi anni esaustive basi concezionali, tra cui:
il Concetto a lungo termine per garantire la sicurezza dello spazio aereo, del 27 agosto 20141 (rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Galladé 12.4130 del 12 dicembre 2012. «Konzept zur langfristigen Sicherung des Luftraumes», non pubblicato in italiano),
1 www.parlament.ch > 12.4130 > Rapporto in adempimento dell’intervento parlamentare («Bericht in Erfüllung des parlamentarischen Vorstosses»)