Rapporto esplicativo
Consultazione 2018/34: Decisione programmatica per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo · 25 pagine
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genze in materia di sovranità e, in caso di tensioni o di conflitti, gli obblighi della neutralità. Inoltre, la logistica, la manutenzione e allenamenti congiunti nonché lo scambio di piloti e la cooperazione nel quadro della polizia aerea sono compatibili con il diritto in materia di neutralità soltanto fintantoché lo Stato partner non è coinvolto in un conflitto armato internazionale. Tale limitazione è accettabile nel quadro di attività e settori che traggono vantaggio da una cooperazione, ma non subiscono conseguenze di rilievo in caso di interruzione (per es. l’allenamento). Per contro, le attività essenziali per l’esercizio delle Forze aeree (logistica, manutenzione) devono poter essere svolte con le risorse nazionali. Infine, va osservato che la cooperazione internazionale non è un’alternativa a sforzi propri e non è gratuita, bensì fondata sul presupposto che tutti i partner forniscono prestazioni.
2.3.3 Valutazione degli aerei
Saranno valutati i seguenti aerei da combattimento:
Eurofighter Airbus, Germania-Gran Bretagna-Spagna-Italia
F/A-18 Super Hornet Boeing, USA
F-35A Lockheed-Martin, USA
Gripen E Saab, Svezia
Rafale Dassault, Francia
È probabile che tutti gli aerei da combattimento che saranno valutati soddisferanno i requisiti prestazionali. Tale valutazione ha lo scopo di identificare quale aereo da combattimento, in combinazione con la difesa terra-aria, abbia il migliore rapporto costi-benefici per la Svizzera.
Si svolgerà una procedura mediante invito: armasuisse invita i governi dei Paesi produttori ad inviare offerte sulla base di requisiti prestabiliti (ad es. compresi i missili). Non è da escludere che in alcuni casi il governo interpellato decida che sia direttamente l’azienda produttrice a sottoporre l’offerta alla Svizzera. Questo tipo di offerte sarà trattato come le offerte inoltrate dai governi.
Non saranno presi in considerazione aerei cinesi o russi. La Svizzera non ha mai acquistato sistemi d’arma di questi Paesi. L’integrazione di aerei o di sistemi per la difesa terraaria di produzione russa o cinese in un ambiente tecnico dominato da sistemi «occidentali» sarebbe oneroso e rischioso. A ciò si aggiunge che nell’attuale clima di tensione internazionale una deviazione dalla prassi adottata sinora richiederebbe spiegazioni approfondite.
Il previsto numero realistico di nuovi aerei da combattimento orienta a una politica della flotta monotipo. Il rischio che nel caso di guasti tutti gli aerei debbano rimanere temporaneamente a terra aumenta; tuttavia ciò comporta minori spese per la manutenzione, le riparazioni e l’istruzione. Attualmente non si è a conoscenza di Stati che per una flotta delle dimensioni di quella della Svizzera abbiano deciso di acquistare due tipi di aerei.