Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/34: Decisione programmatica per il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo · 25 pagine

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1.3 Situazione in materia di politica di sicurezza: necessità di proteggere e difendere lo spazio aereo

La situazione in materia di politica di sicurezza in Europa e nel contesto del continente europeo non è mai stata così tesa negli ultimi 30 anni. Le relazioni tra gli Stati occidentali e le loro organizzazioni (in primo luogo la NATO, ma anche l’UE), da un lato, e la Federazione russa, dall’altro, hanno raggiunto il loro punto più basso.

La Russia considera la NATO un’alleanza militare aggressiva ed espansionista, percepisce il progressivo avvicinamento della NATO alle sue frontiere come una provocazione e ritiene che l’Alleanza atlantica non prenda in considerazione gli interessi russi. Il Cremlino intende conservare le sue attuali zone d’influenza e ristabilire quelle perse, anche contro la volontà dei Paesi interessati. A tal fine ricorre in maniera coordinata a una vasta gamma di mezzi, compreso l’impiego manifesto o dissimulato delle proprie forze armate. Il successo militare dell’impegno russo in Siria potrebbe indurre la Federazione a ritenere interessante ricorrere a mezzi militari anche in altre aree geografiche. A fine febbraio 2018 il presidente russo ha commentato il raggiungimento di diverse pietre miliari nell’ambito dello sviluppo della tecnologia delle armi, dopo numerosi anni di modernizzazione delle forze armate russe. L’impiego di armi nucleari in un conflitto armato di elevata intensità è di nuovo considerato tra le opzioni possibili.

In un conflitto armato convenzionale la NATO si troverebbe probabilmente ancora in una situazione di superiorità militare. Tuttavia il carattere ibrido delle operazioni di guerra russe fa sorgere dubbi sulla reale importanza dei rapporti di forza a livello di mezzi convenzionali. A ciò si aggiunge che la NATO è meno coesa che in passato. In Europa alcune considerazioni del presidente americano hanno sollevato dubbi sull’affidabilità degli Stati Uniti. Il dialogo in seno alla NATO verte essenzialmente sugli investimenti e sulla ripartizione degli oneri ed è poco probabile che tutti i membri dell’Alleanza realizzeranno la direttiva di destinare alle spese per la difesa, al più tardi dal 2024, il 2 per cento del prodotto interno lordo. A livello militare, la Turchia agisce in maniera indipendente dai suoi alleati nel proprio contesto strategico e, in singoli casi, persino contro gli interessi degli Stati Uniti. I membri europei della NATO considerano meno importanti gli impieghi in regioni remote e danno maggior peso alla difesa dei propri Paesi da avversari ibridi e da cyberattacchi.

Molti Paesi dell’Europa occidentale stanno rinnovando i propri mezzi di protezione dello spazio aereo, procedendo soprattutto all’acquisto di nuovi aerei da combattimento. Si tratta, tra l’altro, di Paesi di dimensioni analoghe alla Svizzera, quali la Finlandia, la Svezia, la Norvegia, la Danimarca, i Paesi Bassi e il Belgio. Anche la Gran Bretagna e l’Italia stanno introducendo nuovi aerei da combattimento e la Germania sta valutando come sostituire i suoi circa 90 Tornado.

Un gran numero di Stati europei ha inoltre deciso di rafforzare la difesa terra-aria o, non disponendo ancora di tale mezzo, di introdurre la difesa terra-aria nelle proprie forze armate. Le decisioni in tal senso si fondano sul dato empirico che un sistema integrato di aerei da combattimento e difesa terra-aria è più efficace e più efficiente. Svezia, Polonia e Romania hanno già deciso di rafforzare la propria difesa terra-aria a lunga gittata; in Germania, Gran Bretagna e Norvegia il rafforzamento della difesa terra-aria è ancora in fase di pianificazione.

Il netto aumento del numero di esercitazioni militari negli ultimi anni e l’aggressività con cui le esercitazioni sono svolte aumentano i rischi di valutazioni erronee e di incidenti