Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/55: Ordinanza sull'organizzazione dell'infrastruttura ferroviaria (ordinanza OIF) · 33 pagine
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L’ATA ritiene che nella formulazione dell’ordinanza debba essere menzionato espressamente che le condizioni di indennizzo sono stabilite dal settore.
Hanno risposto NO alla domanda 9 partecipanti: 1 Cantone (NW), 1 associazione mantello dei
Comuni, delle città e delle regioni di montagna (SAB), 1 rappresentante del settore dei trasporti
pubblici (MGB) e altre 6 organizzazioni (FRC, CITraP, FPC, AG Berggebiet c/o Solidaritätsfonds Luzerner Bergbevölkerung, acsi e un soggetto privato).
SAB e AG Berggebiet c/o Solidaritätsfonds Luzerner Bergbevölkerung sostengono che già oggi i titolari di abbonamento non sono trattati in modo adeguato dal settore e che quindi una soluzione settoriale non è la risposta adatta.
FRC e acsi auspicano di ricevere dal Consiglio federale linee guida più chiare per l’attuazione da parte del settore e chiedono inoltre che all’UFT sia concesso un maggiore diritto di partecipazione nella definizione delle condizioni di indennizzo. Anche secondo la FPC è necessario ampliare il diritto d’esame previsto per l’UFT nell’avamprogetto, consentendogli per esempio di verificare se i viaggiatori sono stati effettivamente indennizzati.
La FPC chiede una regolamentazione più semplice e chiara per i titolari di abbonamento.
FPC e FRC vorrebbero inoltre che fosse riconosciuto un diritto di reclamo per le organizzazioni dei consumatori.
La CITraP e il PS chiedono che le condizioni quadro siano stabilite a livello legislativo e in modo tale che per la richiesta di indennizzo possano essere conteggiati tutti i ritardi subiti entro la durata di validità dell’abbonamento, a condizione naturalmente che l’indennizzo totale sia superiore all’importo minimo stabilito. Si intende così evitare che i titolari di abbonamento rimangano a mani vuote.
Domanda 12: Ritenete sia necessario aggiungere qualcosa?
Tenore generale
61 risposte su 80 hanno risposto a questa domanda. Poco meno della metà (28 su 61) ritiene sia necessario aggiungere qualcosa, a fronte di 33 partecipanti che non ritengono vi sia nulla da aggiungere.