Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/125: Modifica dell’ordinanza sulla promozione dello sport; servizio di segnalazione nazionale e indipendente per lo sport svizzero · 35 pagine

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PLR respinge le quote di genere. L’obiettivo deve essere quello di rendere una disciplina sportiva più attraente per l’altro sesso invece di pretendere decisioni dall’alto attraverso le quote.

PSS avalla la volontà di introdurre una quota di genere del 40 per cento negli organi direttivi. Sottolinea tuttavia che per alcune discipline sportive questa disposizione può risultare di difficile attuazione, in particolare nei club basati sul volontariato, poiché purtroppo alcune discipline sono ancora molto legate al genere.

AeCS, AF+, ASP, Atletica leggera, Badminton, Biliardo, Boxe, Calcio, CAS, Coach, Corsa d’orientamento, Curling, Danza, Football americano, GymVaud, Hockey su ghiaccio, JUBLA, Lotta, MSS, Naturfreunde, Nuoto, Pallamano, Pallavolo, Paralympic, Plusport, Sport equestri, Swiss Olympic, Tennis e Triathlon sottolineano che per l’applicazione di questa disposizione occorre tener conto del fatto che la percentuale di membri di ogni sesso varia moltissimo a seconda dell’organizzazione. Fanno inoltre notare che in oltre la metà delle società sportive svizzere i membri di sesso femminile ammontano a meno del 20 per cento e che vi sono club e addirittura intere federazioni totalmente prive di membri di sesso femminile o maschile. Per molte federazioni e società sportive la quota del 40 per cento per gli organi direttivi indicata nel rapporto esplicativo non costituisce quindi una rappresentanza equilibrata. Occorre tener conto di questo elemento nella «soluzione per il settore sport». Nonostante questi dubbi molte delle organizzazioni elencate reputano ragionevole e importante una rappresentanza equilibrata dei sessi negli organi direttivi.

Swiss Olympic raccomanda di chiarire che in questa disposizione il termine «organo direttivo» si riferisce esclusivamente all’organo esecutivo di ogni organizzazione, quindi il comitato della società sportiva, il consiglio di amministrazione o il consiglio di fondazione.

Unihockey appoggia la pretesa di una rappresentanza equilibrata dei sessi, ma respinge l’indicazione di una quota fissa. Da anni si sta lavorando per aumentare il numero di donne tra i membri con ruoli decisionali degli organi strategici. Gli sforzi porteranno i loro frutti ma ciò richiede tempo, perché per prima cosa deve cambiare il mondo dello sport, a forte connotazione maschile.

Badminton e Triathlon ritengono che stabilendo una quota qualcosa si muoverà, ma che sono necessarie fasi di transizione più graduali e più lunghe ed eventualmente obiettivi intermedi che tengano conto, nel calcolo del 40 per cento, anche ad esempio dell’inclusione di determinate categorie (es. persone con background migratorio, con disabilità o appartenenti alla comunità LGBTIQ).

Volleyball crede che le federazioni che già si impegnano a favore della rappresentanza equilibrata dei sessi debbano ricevere maggiore supporto a livello finanziario.

Volo Libero è a favore di una normativa che preveda una rappresentanza proporzionata al numero di membri per ogni genere, con almeno una persona del sesso in minoranza.

Corsa d’orientamento fa notare come la quota di genere del 40 per cento indicata nel rapporto esplicativo risulti irrealizzabile dal punto di vista matematico negli organi composti da tre persone.

Ciclismo mette in discussione che proprio lo sport debba essere disciplinato con un valore minimo del 40 per cento, sproporzionato rispetto alle regole dell’economia e dell’amministrazione. Il tema delle pari opportunità viene inoltre trattato in modo piuttosto tradizionale, mettendo l’accento sulle donne.