Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/10: 16.504 n Iv. pa. Giezendanner. Garantire l’approvvigionamento di sangue e la gratuità della donazione · 26 pagine

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avere un ruolo fondamentale in questo settore e a occuparsi della donazione di sangue quale compito di politica sanitaria a livello nazionale. Ma la Confederazione avrebbe dovuto formulare il necessario mandato vincolante alla CRS, compresa la definizione giuridica dei presupposti di un’organizzazione efficiente e sicura del servizio del dono del sangue10. Tuttavia, il Consiglio federale si oppose con fermezza a questa soluzione, poiché riteneva che una delega di competenze alla CRS e la riformulazione del suo mandato non fossero compiti urgenti. Provvisoriamente sarebbe stato sufficiente subordinare come previsto i centri trasfusionali della CRS a un obbligo di autorizzazione, e per il momento anche il decreto federale del 1951 sulla CRS avrebbe potuto restare immutato11.

Successivamente si assistette a una parziale centralizzazione all’interno della CRS, che abbandonò il sistema della suddivisione in banche del sangue ospedaliere di piccole e piccolissime dimensioni: nel 1994 l’associazione dei centri di trasfusione contava ancora 15 membri ordinari e 45 membri associati, la maggior parte dei quali prelevava meno di 1000 donazioni all’anno. Nel prosieguo degli anni 1990, i centri di trasfusione si staccarono dalle sezioni della CRS per raggrupparsi a livello regionale (attualmente esistono 11 centri di trasfusione regionali, perlopiù costituiti in forma di fondazione). Il Laboratorio centrale si specializzò nella trasformazione del plasma sanguigno fino a che, nel 1999, la CRS giunse alla conclusione che la gestione di tale impresa non rientrava nelle sue competenze. Per questo motivo l’anno successivo vendette alla società farmaceutica CSL Behring l’insieme delle sue attività industriali e commerciali legate alla trasformazione del sangue (settore farmaceutico e installazioni). Alla CRS rimase soltanto il Servizio trasfusione di sangue che, nel 2005, fu trasformato in una società per azioni indipendente di utilità pubblica. La CRS è l’azionista maggioritario e le restanti azioni sono detenute dagli 11 centri di trasfusione regionali. Nel 2011, infine, il Servizio trasfusione di sangue e la Swiss Stem Cell Foundation si sono aggregate dando vita a una nuova organizzazione, la Trasfusione CRS Svizzera.

Per quanto riguarda il sostegno finanziario si può constatare che dal 2016, e in virtù del decreto federale del 1951 e del decreto federale del 24 giugno 2015 (contributo federale generale per la Croce Rossa Svizzera), la Confederazione versa alla CRS un aiuto finanziario annuo pari originariamente a 850 000 franchi (preventivo 2021: 828 000 fr.; preventivo 2022: 830 400 fr.12). Questi aiuti finanziari sono concessi a beneficiari estranei all’Amministrazione federale per assicurare o promuovere

10 Rapporto finale del gruppo di lavoro «Sangue e AIDS» del 31 gennaio 1994 («rapporto Voyame»), pag. 7 e 111 segg.; Messaggio del 1° marzo 1995 a sostegno di un decreto federale concernente il controllo del sangue, dei suoi derivati e delle parti trapiantate, FF 1995 II 821, in particolare 828 e 831 seg.

11 FF 1995 II 821, in particolare 832

12 Preventivo 2022 con piano integrato dei compiti e delle finanze (PICF), vol. 2A – Preventivo 2022 con PICF 2023–2025 delle unità amministrative, parte I (autorità e tribunali, DFAE, DFI, DFGP, DDPS), pag. 107, rubrica A231.0362; consultabile in Internet all’indirizzo www.efv.admin.ch/efv/it/home/finanzberichterstattung/finanzberichte/budget.html