Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/1: Modifica del Codice penale (riforma della pena detentiva a vita) · 25 pagine

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trattamento; inoltre sarebbe relativizzata in maniera implicita l’importanza politicocriminale della pena detentiva a vita, soprattutto rispetto a quella di 20 anni.

Per calcolare la durata adeguata, è possibile avanzare un’ipotesi, come nel caso della determinazione della parte di pena senza condizionale54. La base è un’ipotetica regola dei due terzi: supponendo che 17 anni (termine del primo esame della liberazione condizionale secondo l’AP-CP) equivalgono a due terzi della durata complessiva della pena, tre terzi corrispondono a 25,75 anni, vale a dire a 26 per arrotondamento. Dopo 26 anni di esecuzione della pena detentiva a vita, l’ulteriore privazione della libertà va eseguita secondo le disposizioni sull’internamento (o internamento a vita). Questa soluzione permette anche di evidenziare meglio la differenza tra la pena detentiva a vita e la pena di 20 anni.

3.1.4 Rettifica terminologica concernente soltanto il testo tedesco

Mentre l’articolo 86 capoverso 5 CP utilizza l’aggettivo «lebenslang», le altre disposizioni relative a pena detentiva, internamento e interdizione di esercitare un’attività impiegano il termine «lebenslänglich». L’attuazione della mozione 20.4465 Caroni offre l’occasione di rettificare dal punto di vista terminologico i testi di legge in tedesco.

L’aggettivo «lebenslänglich» è un arcaismo svizzero-tedesco e non figura nei codici penali di altri paesi germanofoni (Germania, Austria, Principato del Liechtenstein)55. Pertanto il Consiglio federale propone di utilizzare il termine più moderno «lebenslang» in maniera uniforme in tutto il diritto federale.

Tale rettifica di ordine linguistico non comporta modifiche materiali, né sono necessari gli adeguamenti alle basi legali cantonali che utilizzano il termine «lebenslänglich».

54 n. Error! Reference source not found. (d).

55 Cfr. HAFTER ERNST, Lehrbuch des schweizerischen Strafrechts, Allgemeiner Teil, Berna 1946, pag. 271.