Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/13: Nuova ordinanza sui dispositivi di sicurezza sull’imballaggio dei medicamenti a uso umano · 31 pagine
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e chiedono deroghe in caso di difficoltà di approvvigionamento o per medicamenti a basso rischio di contraffazione. BE propone invece di concentrarsi in modo prioritario sui medicamenti importati, poiché presentano un rischio di contraffazione più elevato. GE propone di assoggettare all’obbligo anche i me- dicamenti degli elenchi C e D, ad eccezione di quelli a basso rischio di contraffazione.
16 Cantoni (ZH, VD, BE, AG, GE, SG, FR, BL, SO, TG, NE, BS, GR, SH, JU, AI) e KAV sottolineano
che l’attuazione non deve comportare un onere amministrativo o finanziario eccessivo e, nel contesto svizzero, ritengono sproporzionato l’onere legato a un obbligo rispetto al rischio effettivo. Propongono di applicare gli obblighi di verifica e disattivazione unicamente ai medicamenti provenienti direttamente dall’industria farmaceutica o dall’estero. Inoltre, ritengono che la verifica dovrebbe essere limitata al commercio all’ingrosso, al fine di sgravare ospedali, farmacie, studi medici e altre persone autorizzate alla dispensazione.
16 Cantoni (ZH, VD, BE, AG, GE, SG, FR, BL, SO, TG, NE, BS, GR, SH, JU, AI) e KAV chiedono
periodi transitori adeguati, ad esempio di cinque anni.
TI esprime riserve riguardo alla verifica manuale di ogni confezione nelle farmacie e propone un’auto- mazione del processo.
I 4 Cantoni AG, AR, BS e BL respingono un’introduzione obbligatoria degli identificativi e chiedono, analogamente alla consultazione del 2019, un’attuazione facoltativa.
4.2.2 Fornitori di prestazioni e relative associazioni professionali
GSASA, H+, HVS, KSA e LUKS accolgono con favore la standardizzazione degli identificativi univoci e ne sottolineano l’utilità per la tracciabilità e la sicurezza del circuito dei medicamenti in ambito ospe- daliero, ma esprimono riserve.
Segnalano l’elevato onere organizzativo e di personale legato agli adeguamenti software, alla disattiva- zione nonché al trattamento delle segnalazioni di errore e di avvertimento. H+ e LUKS, che si associa al parere di H+, criticano inoltre l’assenza di un disciplinamento relativo al finanziamento dei costi sup- plementari e richiamano la pressione finanziaria cui sono già sottoposti gli ospedali. Pertanto chiedono un rimborso completo dei costi aggiuntivi di ospedali e cliniche derivanti dall’attuazione obbligatoria dell’ordinanza. Quanto meno, occorrerebbe garantire che tali costi siano pienamente considerati nei prezzi dell’elenco delle specialità e nelle tariffe ospedaliere, e non ritenuti già «inclusi».
GSASA, H+, KSA e LUKS fanno riferimento ai tassi di errore nella disattivazione osservati in Europa e mettono in guardia da sfide analoghe in Svizzera.
Per ridurre l’onere, GSASA, H+, KSA, LUKS e SPUSZ chiedono l’introduzione di una soluzione di ag- gregazione che consenta la disattivazione simultanea di più identificatori.
Alla luce dei costi aggiuntivi previsti e dell’elevato onere di attuazione, GSASA, H+, HVS, KSA e LUKS chiedono un’estensione del periodo transitorio a tre anni.
4.2.3 Altre organizzazioni e cerchie interessate
GRIP e Interpharma sono favorevoli all’ordinanza e ai miglioramenti previsti in materia di protezione contro le contraffazioni al fine di aumentare la sicurezza dei pazienti.
Interpharma sottolinea che il sistema SMVS, finanziato dall’industria, può funzionare efficacemente solo in presenza di un obbligo. Accoglie inoltre con favore il fatto che, in caso di difficoltà di approvvi- gionamento (domande di out-of-stock), le autorizzazioni temporanee per medicamenti con confezione estera restino escluse dagli obblighi dell’ordinanza, al fine di garantire la sicurezza dell’approvvigiona- mento.
GRIP e Interpharma chiedono un’estensione del periodo transitorio a due anni. GRIP critica inoltre
10/31 Nuova ordinanza sugli identificativi univoci e sui dispositivi di sicurezza apposti sugli imballaggi di medicamenti per uso umano