Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/15: Modifica della legge sui cartelli (Riforma delle autorità in materia di concorrenza) · 24 pagine
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Tuttavia, una separazione più netta tra istruttoria e decisione sarebbe auspicabile nell’ottica dello Stato di diritto.
• Durata dei procedimenti: i procedimenti relativi alla legislazione sui cartelli hanno spesso una durata eccessiva. Le cause non risiedono però nei tempi richiesti dalle attività della COMCO, bensì in quelli del TAF. Le riforme sono quindi necessarie sul piano giudiziario.
• Indipendenza: la commissione di esperti non è riuscita a individuare una mancanza di indipendenza dal mondo politico. Viceversa, in merito alla composizione della Commissione risulta problematica la prassi secondo cui di regola vi sono rappresentate cinque associazioni specifiche.
Sulla base di queste riflessioni, la commissione di esperti ha delineato alcune opzioni di riforma e le ha esaminate secondo vari criteri (v. cap. 1.2).
Il Consiglio federale condivide ampiamente le valutazioni espresse dalla commissione di esperti e con la riforma delle autorità della concorrenza proposta persegue tre
obiettivi. In primo luogo, vorrebbe rafforzare la separazione tra l’inchiesta, svolta dalla Segreteria, e la decisione, che compete alla Commissione. Pur condividendo l’opinione che questa iniziativa non è necessaria sotto il profilo dello Stato di diritto, in varie prese di posizione sull’attuale revisione parziale della legge sui cartelli e anche nelle indagini conoscitive della commissione di esperti è stato espresso a più riprese il desiderio di una separazione più netta. Stanti le implicazioni particolarmente gravose che un’indagine antitrust comporta per le aziende, il Consiglio federale ritiene comprensibile il desiderio di un'autorità decisionale più indipendente dall'istruttoria. Secondo, il Consiglio federale vorrebbe rafforzare ulteriormente i diritti delle parti durante la fase investigativa. Considerate le sanzioni dirette potenzialmente pesanti, le possibilità di difesa in particolare sono di cruciale importanza e, sempreché le procedure non si prolunghino inutilmente, è auspicabile un potenziamento. Terzo, il Consiglio federale vorrebbe accelerare e rafforzare la procedura di ricorso, in quanto condivide l’opinione secondo cui la durata dei procedimenti, in particolare dinanzi al TAF, è eccessiva. Uno studio aggiornato sulle procedure della legislazione sui cartelli dinanzi al TAF dal 2013 rivela che la loro durata media è di 5,2 anni.10 Sebbene a prescindere dalla durata non vi sia alcuna necessità impellente di intervenire nella procedura di ricorso, a giudizio del Consiglio federale sarebbe comunque opportuno apportarvi miglioramenti puntuali. Alla luce delle sanzioni dirette potenzialmente assai gravose, per il Consiglio federale è fondamentale che la procedura di ricorso sia percepita come efficace ed efficiente anche dai soggetti giuridici. L’asserzione sostenuta in singoli pareri espressi nella procedura di consultazione secondo cui nella prospettiva dello Stato di diritto occorre una separazione completa tra inchiesta e decisione discende verosimilmente anche dalle inadeguatezze e debolezze individuate nella procedura di ricorso.
1.2 Soluzione prescelta e alternative esaminate
Il Consiglio federale ha incaricato la commissione di esperti di esaminare varie opzioni
di riforma a livello sia di COMCO sia di TAF. La commissione ha valutato le opzioni sulla scorta dei criteri di efficacia attuativa del diritto dei cartelli, efficienza (breve durata dei procedimenti e nessun dispendio eccessivo di risorse), conformità allo stato di diritto, indipendenza, oneri attuativi e conformità al sistema.
La riforma attualmente proposta dal Consiglio federale si ispira in ampia misura all’op-
zione «status quo ottimizzato»11 raccomandata all’unanimità dalla commissione di
10 M. Funk, S. Rutz, B. Marosvölgyi e Diagnostica. Zarkovic: Beschwerdeverfahren in Kartellsachen am Bundesverwaltungsgericht. Evaluation der Verfahrensdauer und der gerichtlichen Sachverhaltsermittlung. Studio commissionato dalla SECO, Swiss Economics, 2025 (di seguito Studio Swiss Economics).
11 Rapporto finale della commissione di esperti, p. 98 segg. 4/24