Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/15: Modifica della legge sui cartelli (Riforma delle autorità in materia di concorrenza) · 24 pagine

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creando di riflesso trasparenza sul ruolo di questi collaboratori nelle deliberazioni delle decisioni della Commissione.

Tuttavia, l’utilità pratica degli incaricati dei procedimenti è verosimilmente limitata e la loro introduzione sarebbe accompagnata da svantaggi tutt’altro che trascurabili, ragione per cui il Consiglio federale propone di non dare seguito a questa opzione. Agli

effetti pratici, le questioni che potrebbero essere decise dagli incaricati in parola sono piuttosto di secondaria importanza, sicché vi è il rischio che siano del tutto irrilevanti sulla frequenza dei ricorsi al TAF e pressoché ininfluenti sull’accettazione delle procedure del diritto dei cartelli, senza dimenticare che anche dopo la decisione dell’incaricato la COMCO dovrebbe tenere conto di tutte le questioni procedurali di rilievo ai fini decisionali per sfruttare il suo potere di piena cognizione. Qualsiasi sgravio per la COMCO sarebbe quindi, nella migliore delle ipotesi, molto limitato. Al tempo stesso, con gli incaricati dei procedimenti si verrebbe però a creare una nuova istanza che comporterebbe di fatto procedure più lunghe e che costituirebbe, in qualche modo, un corpo estraneo nell’ordinamento giuridico svizzero. A fronte di questi inconvenienti, i vantaggi attesi dagli incaricati dei procedimenti appaiono troppo esigui.

1.3 Attuazione della mozione 22.4404 Rechsteiner Thomas

Con il progetto posto in consultazione va attuata anche la mozione 22.4404 Rechsteiner Thomas «Accelerare le procedure e aumentare la sicurezza giuridica». La mozione è stata

presentata il 14 dicembre 2022 e trasmessa al Consiglio federale il 17 marzo 2025. Essa incarica il Consiglio federale di modificare la LCart in modo che la fase decisionale della COMCO inizi un anno dopo l’avvio dell’inchiesta. Una proroga di un anno al massimo dovrebbe essere concessa dalla COMCO su proposta della Segreteria. Il Consiglio federale vorrebbe adempiere la richiesta della mozione imponendo alla Segreteria l’obbligo giuridico di comunicare alle parti le risultanze probatorie provvisorie entro un anno dall’apertura dell’inchiesta. In altre parole, la Segreteria dovrebbe avere un anno di tempo per completare le indagini principali e notificare alle parti le risultanze menzionate poc’anzi. Se vi sono motivi particolari per cui gli accertamenti essenziali non possono essere conclusi entro un anno, la Segreteria deve poter prorogare il termine di un anno al massimo, dandone motivazione alle parti. L’attuazione con una scadenza fino alla proposta alla COMCO (come richiesto dalla mozione) è respinta per vari motivi:

1. Numerosi procedimenti non potrebbero più essere condotti perché è impensabile che la Segreteria possa accelerare così velocemente le indagini. La COMCO sarebbe verosimilmente in grado di investigare solo sui casi più semplici, il che sfocerebbe inevitabilmente in un’applicazione unilaterale e iniqua del diritto dei cartelli. Inchieste su un potenziale abuso di una posizione dominante sul mercato ad esempio non sarebbero praticamente più ipotizzabili e anche i casi di rilievo internazionale sarebbero difficilmente possibili.

2. Le aziende sarebbero incentivate a ritardare i procedimenti, ad esempio adottando un comportamento non collaborativo o presentando richieste inutili, con l’effetto di rendere meno efficienti i procedimenti.

3. La conclusione di una conciliazione sarebbe più difficoltosa. La negoziazione di questi accordi richiede tempo, tempo che le parti e la Segreteria non avrebbero più.

Riepilogando, una simile scadenza indebolirebbe in ampia misura l’applicazione della LCart nel suo insieme, focalizzerebbe l’attenzione sui casi (e le imprese) minori e, in particolare, ostacolerebbe la valutazione caso per caso. Secondo le deliberazioni parlamentari in sospeso