Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/87: Modifiche dell’ordinanza sulla protezione civile (comprese le modifiche dell’ordinanza sul servizio civile, dell’ordinanza sul trattamento dei dati nel sistema automatizzato d’informazione del servizio civile e dell’ordinanza sui sistemi d’informazione militari e su altri sistemi d’informazione nel DDPS) · 21 pagine
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Spiegazioni
1 Situazione iniziale
1.1 Necessità di agire e obiettivi
Da anni gli effettivi della protezione civile sono in calo. Mentre nella Strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ e nella revisione totale della legge sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPCi; RS 520.1) è stato calcolato un effettivo regolamentare di 72 000 militi1, al 1° gennaio 2025 l’effettivo reale era di soli 57 000 militi, di cui circa 1700 assegnati alla riserva di perso nale. Ipotizzando un numero costante di circa 4500 nuove reclute all’anno, l’effettivo della protezione civile scenderà a circa 50 000 militi entro il 2030. Questo calo è dovuto principalmente alla riduzione della durata del servizio obbligatorio a 14 anni e all’intro duzione dell’idoneità differenziata nell’esercito. Numerose persone soggette all’obbligo di leva che in precedenza erano considerate non idonee al servizio militare, ma idonee a quello di protezione civile, oggi sono considerate idonee al servizio militare e non possono quindi più essere reclutate nella protezione civile. Se il calo dell’effettivo reale dovesse proseguire, ciò comporterebbe inevitabilmente una riduzione delle prestazioni della protezione civile, che non sarà più in grado di svolgere i propri compiti nella misura necessaria. La capacità di resistenza, in particolare in caso di interventi di lunga durata come quelli legati alla chiamata in servizio del Consiglio federale per far fronte alla pandemia di Covid-19, non sarebbe più garantita.
A differenza della protezione civile, il servizio civile non ha un effettivo regolamentare. A partire dalla sua introduzione nel 1996, le ammissioni sono inizialmente aumentate in modo moderato. Il loro numero è poi cresciuto in modo significativo da quando è stata introdotta la prova dell’atto in sostituzione della procedura con esame della do manda e audizione da parte di una commissione di ammissione («esame di co scienza») il 1° aprile 2009. Si è infine stabilizzato a circa 6000 persone all’anno negli ultimi anni. Alla fine del 2022, 56 521 persone erano soggette al servizio civile, il 53 per cento (30 185) delle quali aveva prestato tutti i giorni di servizio.
Il 28 giugno 2017, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale della di fesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) di analizzare, in collabo razione con il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), l’apporto di personale nell’esercito e nella protezione civile e di stilare un rap porto. Questo doveva indicare come reclutare a medio e lungo termine un numero suf ficiente di persone, sia soggette all’obbligo di servizio che volontari, per mantenere l’ef fettivo regolamentare. Con decisione del 30 giugno 2021, il Consiglio federale ha ap provato il documento «Apporto di personale in seno all’esercito e alla protezione civile, parte 1: analisi e provvedimenti a breve e medio termine» e ha incaricato il DDPS e il DEFR di elaborare un progetto di consultazione per l’attuazione di misure volte a mi gliorare gli effettivi della protezione civile (EXE 2021.0887).
1 FF 2024 1216, cap. 1.1.2, pag. 7 segg.