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Consultazione 2005/30: Disposizioni esecutive della legge sui trapianti · 28 pagine
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2 Se il ricorso di un paziente contro una decisione del centro di trapianto di non iscrizione nella lista d’attesa viene accolto, il tempo d’attesa è calcolato dal giorno in cui il centro ha emanato la decisione di non iscrizione.
3 Se il ricorso di un paziente contro una decisione del centro di trapianto di cancellazione dalla lista d’attesa viene accolto, il periodo decorso dalla cancellazione è computato come tempo d’attesa.
4 Se per un paziente è indicato un nuovo trapianto, il tempo d’attesa è calcolato dal giorno del suo reinserimento nella lista d’attesa.
5 Il periodo in cui un paziente non può temporaneamente subire un trapianto vale come tempo d’attesa.
6 Il tempo d’attesa per l’attribuzione di un cuore è al massimo due anni.
Sezione 2: Attribuzione di un cuore
Art. 13 Compatibilità del gruppo sanguigno e dell’età
1 Un cuore dev’essere attribuito unicamente a un paziente il cui gruppo sanguigno è identico o compatibile con quello del donatore.
2 Se non vi è un’urgenza medica, il cuore dei donatori con gruppo sanguigno 0 è attribuito in primo luogo ai pazienti con gruppo sanguigno 0 o B.
3 Se il donatore ha meno di 16 anni, il cuore dev’essere attribuito in primo luogo a pazienti di età inferiore a 16 anni.
Art. 14 Urgenza medica
1 Il cuore è attribuito prioritariamente a un paziente che senza un trapianto è in imminente pericolo di morte.
2 È considerato in imminente pericolo di morte, in particolare, ogni paziente che:
a. si trova in un reparto di cure intense e necessita di farmaci inotropi positivi ad alto dosaggio;
b. subisce complicazioni dovute all’impianto di un dispositivo di assistenza ventricolare;
c. ha subìto un rigetto acuto del cuore trapiantato;
d. non adempie i criteri di cui alle lettere a–c, ma senza un trapianto ha una prognosi negativa analoga.
3 Non è considerato in imminente pericolo di morte ogni paziente:
a. che non adempie i criteri del capoverso 2;
b. il cui stato è stabile dopo l’impianto di un dispositivo di assistenza ventricolare; o
c. che ha subìto un arresto cardiaco dopo un’operazione con la macchina cuore-polmoni.