Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/40: Ordinanza concernente i provvedimenti in materia di lotta contro il lavoro nero (Ordinanza contro il lavoro nero, OLN) · 22 pagine
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Anche il PS e l’USS ritengono che la procedura proposta sia poco chiara. La decisione di non assegnare a un datore aiuti finanziari compete dalla Confederazione. Le autorità cantonali dovranno quindi trasmettere i casi all’autorità federale per decisione. Tuttavia, la questione della trasmissione non è disciplinata nell’ordinanza.
La Suva ritiene che gli assicuratori direttamente interessati e colpiti dal lavoro nero dovrebbero avere maggiori diritti rispetto al pubblico per quanto riguarda le informazioni relative ai datori di lavoro sanzionati. Essa propone pertanto di aggiungere un capoverso 3:
Articolo 6 capoverso 3 (nuovo) OLN: Le autorità amministrative e giudiziarie informano tra l’altro gli assicuratori contro gli infortuni in merito alle loro decisioni e sentenze.
Inoltre, il termine per la cancellazione dei dati dovrebbe essere adeguato a quello previsto all’articolo 9 capoverso 3 OLN. A tal proposito occorre inoltre indicare concretamente l’autorità responsabile della cancellazione dei dati. Quest’ultima dovrebbe altresì informare tutte le altre autorità e persone interessate e controllare che i dati siano stati effettivamente distrutti.
5.7 Emolumenti, articolo 7 OLN
L’introduzione di una tariffa oraria che tenga conto del principio di copertura dei costi e del principio dell’equivalenza non è stata contestata. Vari destinatari della consultazione ritengono tuttavia che la tariffa proposta sia troppo bassa (AG, BL, BS, FR, NW, AUSL, Suva). Essi propongono tariffe che variano tra i 100 e i 250 franchi. Ad esempio, il regolamento della commissione paritetica centrale di Basilea Campagna, di obbligatorietà generale, prevede una tariffa oraria massima di 220 franchi. FR ritiene inoltre che bisognerebbe fatturare le spese effettive. Le autorità di controllo devono spesso ricorrere a fiduciari e bisognerebbe pertanto tener conto delle loro tariffe.
Molti partecipanti alla consultazione criticano inoltre la complessità della procedura proposta e ritengono che possa comportare un aumento del lavoro per i Cantoni (SG, LU, USC, UCS, CP, FER). A ciò si aggiunge il fatto che, a causa della presunzione di innocenza, gli emolumenti possono essere percepiti soltanto al termine della procedura. Ciò può richiedere mesi, spesso anni, e implica per il Cantone un grosso rischio finanziario. Il Canton San Gallo rileva che sono necessarie due decisioni (doppia istanza decisionale, ad esempio cassa di compensazione AVS e organo di controllo), il che comporta un lavoro supplementare eccessivo. LU propone pertanto che la decisione relativa agli emolumenti spetti all’autorità interessata e non all’organo di controllo. Il CP sottolinea che la disposizione è troppo imprecisa e teme che possa generare, in caso d’infrazione all’obbligo di annuncio in seguito ad annuncio inesatto, spese esorbitanti per i datori di lavoro. La FER chiede che nell’articolo venga precisato chi può percepire gli emolumenti e a chi sono destinati tali emolumenti. L’UCS chiede di stralciare la parte finale del capoverso 2, da «….e comprendono…».
Un’altra critica riguarda la cerchia di persone tenute a versare gli emolumenti. L’USC, l’UCS, il l’UDC, GastroSuisse e la FER rilevano che all’articolo 16 capoverso 1 della legge si parla della riscossione degli emolumenti presso le persone controllate e non soltanto presso i datori di lavoro e i lavoratori indipendenti. L’USC e l’UCS chiedono pertanto che venga ripresa la formulazione della legge. L’UDC auspica inoltre che il lavoro di controllo sia proporzionale alla gravità dell’infrazione. Esso propone la seguente formulazione:
Articolo 7 capoverso 1 OLN: 1 Le persone controllate che hanno violato gli obblighi di annuncio e di autorizzazione ai sensi dell’articolo 6 LLN sono tenute a versare un emolumento.
La FER chiede di stralciare l’ultimo periodo dell’articolo 7 capoverso 1 OLN. GastroSuisse segnala inoltre che spesso sono i lavoratori all’origine del lavoro nero e non è pertanto giusto esonerarli dagli