Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/95: Ordinanza sull'armonizzazione dei registri · 21 pagine

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Sedex è assolutamente nell’interesse della Confederazione, dal momento che offre la possibilità di svolgere altri compiti attraverso una piattaforma sicura e ampiamente condivisa. L’utilizzazione di Sedex presuppone tuttavia in ogni caso che siano utilizzati unicamente gli schemi XML approvati dall’UST, noti quindi all’adattatore Sedex. Gli schemi XML approvati dall’UST sono pubblicati in Internet. L’adattatore Sedex ne verifica la validità al momento dell’invio e della ricezione. Dati con schemi non validi non sono inviati. Gli utenti di Sedex sono in ogni caso direttamente responsabili del rispetto dei limiti fissati dalla legge nell’ambito del trasferimento di dati attraverso Sedex anche per quanto riguarda il contenuto trasportato.

Capoverso 2: se Sedex è utilizzato per altri scopi delle autorità, e cioè al di fuori dell’armonizzazione dei registri in senso stretto, è possibile riscuotere degli emolumenti per questo servizio. Gli emolumenti sono stabiliti tenendo conto dei principi di equivalenza e copertura dei costi (art. 46a cpv. 3 della legge del 21 marzo 1997 sull’organizzazione del Governo e dell’Amministrazione, LOGA). Secondo il principio di copertura dei costi, il ricavato totale degli emolumenti di un settore amministrativo non deve superare i suoi costi. Secondo il principio di equivalenza, che traduce il principio di proporzionalità nell’ambito del diritto degli emolumenti, gli emolumenti non possono essere manifestamente sproporzionati rispetto al valore oggettivo della prestazione e devono restare entro limiti ragionevoli. Il valore di una prestazione è determinato in base al vantaggio che offre all’assoggettato – oppure al costo per il concreto utilizzo dell’amministrazione in rapporto alle spese complessive del settore amministrativo in questione, con la possibilità di applicare scale schematiche, basate su valori medi (GAAC 67.136).

Articolo 16

Se Sedex è utilizzato come piattaforma di trasmissione di dati da utenti che non rientrano tra i servizi ufficiali che tengono i registri di cui all’articolo 2 LArRa, questi utenti devono adottare le stesse misure di protezione dei dati come i servizi ufficiali che tengono i registri.

Articolo 17

Capoverso 1: l’identità digitale non è attribuita a persone, bensì unicamente a servizi ufficiali. In base a questa identità è rilasciato un certificato di sicurezza. Il servizio ufficiale responsabile si assicura che il certificato di sicurezza non sia oggetto di abusi (cancellazione, copia, ecc.). I dettagli tecnici della piattaforma Sedex nonché le corrispondenti descrizioni delle funzionalità e dei meccanismi di sicurezza sono pubblicati attualmente su Internet. L’UST tiene un elenco dei servizi ufficiali e delle loro identità digitali (cpv. 2).

Capoverso 3: il certificato non va confuso con la certificazione del software. Il certificato contiene gli strumenti concreti necessari per lo scambio di dati sicuro certificato, e cioè la chiave di decodifica (Private Key e Public Key), il token (Code) per l’autenticazione e la firma elettronica. Rispetto a una semplice password o ai numeri di una lista di stralcio, il token è un elemento di sicurezza supplementare ai fini dell’autenticazione inequivocabile del servizio ufficiale in questione. Per i servizi ufficiali, il certificato è rilasciato dall’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (UFIT).

Capoverso 4: gli utenti di Sedex che non rientrano tra i servizi ufficiali e di conseguenza non figurano nell’elenco dell’UST dei servizi ufficiali e delle loro identità digitali devono farsi certificare presso un prestatore ufficiale di servizi di certificazione ai sensi della legge sulla firma elettronica.

Capoverso 5: il rilascio del certificato non rientra nella messa a disposizione di Sedex da parte della Confederazione. Si tratta pertanto di un servizio a pagamento per i servizi ufficiali e gli altri utenti interessati.