Rapporto sui risultati

Consultazione 2008/31: Revisione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF): procedura di risanamento · 25 pagine

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Si rende inoltre attenti al fatto che le spiegazioni contenute nel rapporto, secondo cui

all’occorrenza è possibile rinunciare al contributo dei titolari di quote di partecipazione, è in contraddizione con il tenore della norma proposta (JU, ZH). La legge dovrebbe conseguentemente lasciare aperta la possibilità di rinunciare al contributo proporzionale al risanamento del titolare di quote di partecipazione (JU). Ciò anche perché un contributo al risanamento obbligatorio potrebbe verosimilmente comportare la rinuncia a un concordato con proposta di dividendo (ZH). In ultima analisi la proposta è stata ritenuta problematica anche perché nel caso della società anonima il contributo al risanamento previsto non è compatibile con il divieto di versamenti suppletivi (ZH) o è contrario al principio secondo cui i soci che detengono delle partecipazioni in seno a una persona giuridica non devono rispondere personalmente delle obbligazioni di quest’ultima (FSA).

444 Dichiarazione di fallimento in caso di rigetto del concordato (art. 309 AP-LEF)

Due partecipanti alla consultazione approvano espressamente la proposta secondo cui il rigetto del concordato comporta automaticamente la dichiarazione di fallimento (LU; FSA). Altri consultati invece si esprimono in maniera critica in merito a tale proposta:

− l’avamprogetto non comprende alcuna disposizione che disciplini il caso in cui il rigetto del concordato sia impugnato mediante ricorso; lo stesso dicasi per il caso in cui la domanda di concordato venga ritirata (VD; centre patronal, CVAM);

− taluni ritengono la disposizione problematica, poiché il fallimento può essere dichiarato senza accordare al debitore il diritto di essere sentito (VD; UNIL);

− se la disposizione proposta fosse adottata, qualsiasi persona che presenta una domanda di concordato deve essere cosciente, sin dall’inizio dei suoi passi, che in caso di rigetto del concordato il fallimento è dichiarato per legge. Nella pratica succede sovente che anche privati, che non sottostanno all’esecuzione in via di fallimento, depositano una domanda volta a ottenere un concordato; il disciplinamento proposto non farebbe altro che scoraggiarle. L’articolo 309 LEF dovrebbe essere dunque mantenuto immutato, a meno che il campo di applicazione della modifica proposta non venga limitato alle persone che sottostanno all’esecuzione in via di fallimento (NW, SO; KBK);

− la disposizione non precisa chi deve sostenere le spese nel caso in cui non vi siano attivi e il fallimento venga sospeso per tale motivo (NW, SO; KBK);

− dal momento che raramente si ricorre all’articolo 309 LEF vigente, non si vede l’utilità di una dichiarazione automatica del fallimento (NW, SO);

− l’articolo 309 AP-LEF andrebbe inoltre completato, permettendo al debitore di chiedere un termine supplementare. L’esperienza infatti insegna che sovente la situazione si sblocca quando sembra che non vi siano ormai più altre vie d’uscita (ASA).

445 Accordi durante la moratoria (art. 310 AP-LEF)

Per quanto concerne l’obbligatorietà del concordato concesso sono pervenute due osservazioni:

− da un canto la disposizione dovrebbe specificare cosa succede con le ordinazioni avvenute durante una moratoria provvisoria non pubblicata. Se un creditore non è informato della moratoria, non è in grado di assicurarsi che le nuove ordinazioni siano fatte con il consenso del commissario (veb).

− d’altro canto è indispensabile precisare che come debiti della massa possono entrare in considerazione soltanto i rapporti obbligatori di durata, indispensabili per l’attività commerciale dell’impresa (SVBK).