Rapporto sui risultati

Consultazione 2008/31: Revisione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF): procedura di risanamento · 25 pagine

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pagamenti (GL; centre patronal; Gastrosuisse, UNIL, uspi) e riveste un ruolo importante (HEV). Gli argomenti addotti nel rapporto esplicativo per motivare l’eliminazione del diritto di ritenzione non convincono (BE; centre patronal, CVAM, uspi). Per quanto concerne la possibilità di esigere il pagamento anticipato delle pigioni invocato dal rapporto, non si tratta di una garanzia, segnatamente perché la periodicità del versamento delle pigioni nella maggior parte dei casi è più breve (di norma un mese) della portata del diritto di ritenzione (BE; UDC;

ASA). Le garanzie prestate dal conduttore, menzionate come alternativa all’eliminazione del diritto di ritenzione, possono raggiungere cifre ragguardevoli, obbligando molte attività a indebitarsi per poter reperire tale denaro. Eliminando il diritto di ritenzione, tale situazione andrebbe peggiorando (BE; UDC; Gastrosuisse, HEV, uspi). Infine, nel rapporto esplicativo non si dice che nella pratica potrebbero volerci anni prima di poter sfrattare un conduttore in mora e non è accettabile pretendere dal locatore che fornisca prestazioni per un periodo prolungato mentre, ad esempio, un fornitore, che rimane impagato, de facto non può essere obbligato a fornire altre prestazioni. Il diritto di ritenzione per il locatore costituisce dunque una compensazione adeguata per la sua situazione sfavorevole nei confronti del conduttore e va dunque mantenuto (UDC; HEV, vsi). Il diritto di ritenzione protegge soprattutto i piccoli locatori che, a differenza delle grandi società immobiliari, non dispongono dei mezzi per far valere i loro crediti (UNIL).

L’eliminazione del diritto di ritenzione comporterebbe un forte squilibrio per le locazioni e gli affitti in corso; i contratti sono sovente conclusi per una durata pluriennale; siffatti contratti non possono essere semplicemente adeguati nel caso di una modifica di legge (HEV).

Da ultimo alcuni interpellati criticano il fatto che la proposta venga presentata nell’ambito della revisione del diritto sul risanamento e non nel contesto di una revisione del diritto in materia di locazione, sede decisamente più opportuna (VD; UNIL, vsi).

533 Adeguamento dell’articolo 712k CC

La proposta è stata respinta da un partecipante alla procedura di consultazione: non si comprende per quale motivo oggetti di terzi non debbano più ricadere sotto il diritto di ritenzione della comunione dei comproprietari. Il diritto vigente garantisce ai terzi sufficiente protezione giuridica: hanno la facoltà di far valere i loro diritti nell’ambito della procedura d’opposizione o della procedura di rivendicazione. Sussiste inoltre l’opportunità di iscrizione nel registro dei patti di riserva della proprietà (HEV). Occorre anche tenere conto che una comunione dei comproprietari è svantaggiata rispetto a un locatore, poiché non può escludere un comproprietario insolvente dalla comunione. Anche in questo caso manca il nesso materiale con la revisione del diritto sul risanamento (HEV).

54 Fallimento di un gruppo di società

541 In generale

Un partecipante alla procedura di consultazione accoglie favorevolmente il principio secondo il quale il diritto sul risanamento si applica anche ai gruppi di società (FER). Un altro invece obbietta che l’assenza di un consolidamento materiale delle procedure ostacola tuttora una soluzione dei problemi che possono sorgere nei rapporti esistenti all’interno del gruppo (JU).

542 Coordinamento delle procedure (art. 4a AP-LEF)

Molti partecipanti approvano esplicitamente la proposta di un nuovo articolo 4a LEF, che disciplini il coordinamento di procedure materialmente connesse (LU, OW, TI, UR, VD, ZH; FSA, SwissBanking). Sono tuttavia anche state sollevate alcune critiche:

− le esperienze raccolte in ambiti diversi da quello della LEF hanno mostrato che non sempre le varie autorità riescono a coordinare gli atti delle procedure connesse, circostanza questa che proprio nel caso di crolli di gruppi di società possono comportare situazioni insostenibili. Il Consiglio federale, fondandosi sull’articolo 15