Rapporto sui risultati
Consultazione 2009/26: Revisione totale della legge federale del 6 ottobre 1989 per la promozione delle attività giovanili extrascolastiche (legge sulle attività giovanili, LAG) · 29 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione
Sezione 6 Scambio di informazioni e di esperienze, coordinamento e sviluppo delle competenze
Un partecipante si mostra fondamentalmente scettico nei confronti del maggiore impegno della Confederazione, in quanto, per essere efficaci, le attività giovanili devono partire dal basso e svilupparsi verso l’alto (VFG).
Art. 18 Scambio di informazioni e di esperienze
1 La Confederazione segue l’evoluzione delle politiche cantonali in materia di infanzia e gioventù e collabora con i Cantoni. Li invita regolarmente a uno scambio di informazioni e di esperienze.
2 Promuove lo scambio di informazioni e di esperienze fra specialisti di politica in materia di infanzia e gioventù.
3 Mette a disposizione informazioni su forme sperimentate di attività extrascolastiche.
In generale:
Vari partecipanti ritengono il capoverso 1 problematico in relazione alla ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni prevista dalla Costituzione, che ritengono messa in questione (AR) o violata (TG).
Viene anche chiesto che nel caso di un intervento della Confederazione sia definito il diritto di codecisione dei Cantoni (SG).
Capoverso 1:
La formulazione fa pensare a un monitoraggio della politica cantonale da parte della Confederazione ed è quindi da respingere (AI, AR, FR, GE, JU, NE, NW, analogamente TG, UR, in parte anche con riferimento all’art. 1 lettera d). La disposizione va riformulata stabilendo che i Cantoni e la Confederazione debbano informarsi reciprocamente sulle rispettive attività (AR, FR, GE, JU, NE, NW, analogamente TG, UR).
Contemporaneamente nella legge o nel messaggio bisognerebbe tener conto anche del ruolo assunto dalle organizzazioni esistenti a livello federale (CFIG) e a livello intercantonale (ad es. CDCG) nello scambio di informazioni e di esperienze (TG).
Da altri partecipanti la limitazione al livello cantonale viene criticata in quanto non efficace. In molti Cantoni le città e i centri urbani sono più attivi nell’ambito della politica dell’infanzia e della gioventù delle rispettive autorità cantonali. Con riferimento all’articolo 50 Cost. viene pertanto chiesto un approccio tripartito che garantisca l’inclusione del livello comunale già nella legge federale (SSV, analogamente
USAM).
Per quanto concerne lo scambio di informazioni e di esperienze (secondo periodo) si propone quanto segue:
− la tempistica dello scambio va concordata con la CDCG (UR);
− poiché singoli Cantoni hanno trasferito i compiti relativi alla promozione dell’infanzia e della gioventù
a istituzioni responsabili private, si ritiene opportuno coinvolgere anche queste istituzioni (ZG);
− si pone la questione dell’istituzionalizzazione, ad esempio nell’ambito della CDCG (AG, BL / Re-
nens, analogamente TI) o si ritiene che lo scambio di informazioni e di esperienze debba essere istituzionalizzato in maniera efficace (BS).
Capoversi 2 e 3:
Si propone di menzionare oltre agli "specialisti" anche le "organizzazioni specializzate" (GS / Cevi, Ju-
Bla Schweiz, FSAG, USS, USU, analogamente JuBla LU).
I compiti citati nei capoversi 2 e 3 devono essere svolti dalle associazioni mantello delle attività giovanili extrascolastiche e non dalla Confederazione. Una proposta di formulazione in questo senso è la seguente (Travail.Suisse):
"2
Sostiene le associazioni mantello nel loro compito di promuovere lo scambio di informazioni e di esperienze fra specialisti di politica in materia di infanzia e gioventù.
20/29 ergebnisbericht vernehmlassungkjfg_it_agosto 2010.doc / Aktenzeichen