Rapporto esplicativo

Consultazione 2010/129: Controprogetto diretto all'iniziativa popolare «Sì alla medicina di famiglia» · 22 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 6Fedlex · Rapporto esplicativo

b) tra i singoli elementi che la compongono esiste un nesso materiale e pertanto soddisfa le esigenze di unità della materia;

c) non viola disposizioni cogenti del diritto internazionale e pertanto soddisfa le esigenze di compatibilità con tale diritto.

L’iniziativa deve quindi essere dichiarata valida.

2.4 Analisi dell’iniziativa popolare

L’iniziativa popolare sarà analizzata in modo approfondito nell’ambito del messaggio del Consiglio federale.

3 Posizione del Consiglio federale

Come menzionato, sia l’iniziativa sia il controprogetto diretto mirano a risolvere un problema che si va viepiù acuendo sotto la spinta dei cambiamenti demografici, economici e sociali, e che si manifesta soprattutto nella sempre più accentuata penuria di medici e di altri specialisti, e in una struttura dell’offerta sempre meno adeguata ai bisogni.

Impasse di diverse entità a dipendenza della regione si osservano soprattutto nella regolamentazione della successione degli studi individuali che costituiscono il modello classico dell’assistenza di base fornita dal medico di famiglia. Questa situazione è dovuta, da un lato, all’incremento del numero di donne che esercitano la professione di medico e, dall’altro, al cambiamento generale delle aspettative professionali. In particolare, l’aspirazione sempre più diffusa tra i medici di lavorare a tempo parziale per trovare un equilibrio tra attività professionale e vita privata risulta inconciliabile con l’immagine tradizionale del medico di famiglia. Considerato il desiderio di lavorare a tempo parziale, la ripresa di uno studio individuale comporta segnatamente un rischio economico maggiore che molti medici non sono più disposti a correre. Per questi motivi, soprattutto i giovani medici preferiscono lavorare per studi associati o, in generale, per unità assistenziali di maggiori dimensioni che meglio rispondono alle loro esigenze professionali. A questo proposito, è interessante notare come dal 2006 la quota di titoli di medico specialista rilasciati a fornitori di prestazioni mediche di base sia rimasta perlopiù stabile, tra il 40 e il 48 per cento, ciò che smentisce l’opinione diffusa secondo cui l’interesse per la professione di medico di base stia scemando.

La mancanza di corrispondenza tra la struttura dell’offerta ambulatoriale esistente (studi medici individuali) e le condizioni di lavoro auspicate dai giovani medici e da altri specialisti della medicina di base, come pure il fatto che, in linea di principio, in Svizzera vengono formati troppo pochi specialisti, sono entrambi fattori che rafforzano la necessità di interventi. Da un lato, occorre aumentare in linea generale il numero di posti per la formazione e il perfezionamento e, dall’altro, rendere possibile mediante misure appropriate il cambiamento strutturale verso unità assistenziali più grandi e meglio coordinate. Questo decorso si rivela necessario anche in considerazione dell’evoluzione demografica e delle nuove sfide che essa comporta, e deve essere sorretto da una politica sulla formazione e il perfezionamento, nonché sull’esercizio della professione da parte dei professionisti sanitari medici e non medici orientata al futuro, che tenga presente anche la mutata situazione formativa delle professioni infermieristiche e terapeutiche. Oggi, infatti, questi specialisti sanitari assolvono cicli formativi del livello terziario nelle scuole universitarie e, grazie alla loro formazione di base e alla loro specializzazione,