Rapporto esplicativo
Consultazione 2010/144: Iniziativa parlamentare 07.419. Base costituzionale per una politica familiare esaustiva · 24 pagine
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gli Stati sono confrontati attualmente sono i mezzi per prevenire il rischio di povertà di determinate famiglie e i dispositivi di cura per le persone bisognose di assistenza sanitaria, in particolare gli anziani.
Fra le tendenze osservate dall’OCSE, va segnalato che la grande maggioranza degli Stati membri sostengono le famiglie soprattutto per mezzo di trasferimenti finanziari (sotto forma di assegni per i figli o di congedi parentali pagati) oppure mediante strutture specifiche che permettono di conciliare lavoro e famiglia. Sistemi che abbinano questi due tipi d’approccio esistono solo in un esiguo numero di Stati. I Paesi nordici sono spesso citati come esempio perché profondono uno sforzo finanziario importante a favore della famiglia e hanno sviluppato già da tempo un apparato di misure coerenti. L’OCSE dubita però che il loro sistema possa essere trasposto tale e quale in altri Paesi con una popolazione più numerosa e con altre forme di società. La maggior parte dei Paesi dell’OCSE vogliono lasciare ai genitori la possibilità di decidere se uno solo di essi o entrambi devono esercitare un’attività lucrativa e a quale dei due tocca l’onere di occuparsi dei figli. Ma in pratica gli incentivi finanziari a lavorare o a lavorare maggiormente sono neutralizzati dall’effetto di altre misure a favore del coniuge «inattivo» o dalla circostanza che il calcolo degli aiuti viene fatto dipendere dal reddito. Tra gli Stati che versano aiuti alle famiglie monoparentali, una tendenza inaugurata dal Regno Unito consiste nel vincolare le prestazioni all’esercizio di un’attività lucrativa. Alcuni Paesi tra cui l’Austria e la Finlandia hanno optato per la concessione di lunghi periodi di congedo pagato. Altri, come la Svezia e la Danimarca, preferiscono porre l’accento sull’offerta di opportunità di accoglimento adeguate e sull’armonizzazione degli orari scolastici. È anche possibile intervenire sul costo della custodia dei bambini per renderla meno dissuasiva. I provvedimenti favorevoli alla famiglia sul luogo di lavoro sono in generale molto diffusi nel settore pubblico e nelle grandi imprese che impiegano molto personale femminile. Dato che queste misure vanno a beneficio soprattutto di lavoratori qualificati, le autorità intervengono in certi Paesi affinché anche i lavoratori con basso reddito possano approfittarne. In alcuni Paesi sono stati emanati provvedimenti legislativi che accordano ai salariati il diritto (Paesi Bassi) o la possibilità (Regno Unito) di domandare un adattamento delle condizioni di lavoro alla loro situazione familiare. In tutti gli Stati industrializzati si spende a favore dei bambini fino al quinto anno di vita soltanto una piccola parte delle risorse pubbliche destinate all’infanzia in generale (in totale per l’OCSE, mediamente un quarto di tali risorse). Per ridurre le ineguaglianze sociali e permettere a tutti, in particolare ai più vulnerabili, di accedere a un maggior benessere, occorrerebbe aumentare le prestazioni in denaro per i bambini in età prescolare, rafforzare i servizi prenatali e postnatali e l’accoglienza per la prima infanzia, in particolare per le famiglie sfavorite.
3 Valutazione dell’iniziativa
3.1 Valutazione generale
I punti sollevati dall’iniziativa Hochreutener – lo sgravio dell’onere finanziario delle famiglie, la conciliabilità tra famiglia e lavoro e la formazione e l’integrazione dei bambini e degli adolescenti – sono sicuramente elementi essenziali di una politica globale a favore della famiglia. È anche incontestabile che la politica della famiglia