Rapporto esplicativo

Consultazione 2010/144: Iniziativa parlamentare 07.419. Base costituzionale per una politica familiare esaustiva · 24 pagine

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sancire che la promozione della famiglia è un compito comune di Confederazione e Cantoni, prevedere sgravi a favore dei genitori con figli a carico, sia concedendo loro risorse supplementari o sgravi fiscali, sia potenziando le strutture di custodia. Inoltre, la definizione delle linee concrete della politica familiare dovrà essere lasciata in ampia misura alla legge.

1.2 Lavori preliminari della CSEC-N

Nell’autunno 2005, cinque consiglieri nazionali membri di cinque gruppi parlamentari diversi avevano già presentato ognuno un’iniziativa parlamentare2 che chiedeva una migliore conciliabilità tra famiglia e lavoro. Queste iniziative proponevano di inserire nell’articolo 62 Cost. un nuovo capoverso 3 secondo cui i Cantoni provvedono affinché i Comuni e i privati mettano a disposizione, secondo il bisogno e sino al termine dell’obbligo scolastico, strutture di custodia per l’infanzia complementari alla famiglia e alla scuola; la Confederazione può sostenerli in tale compito.

Nel febbraio e giugno 2006 le due Commissioni della scienza, dell’educazione e della cultura (CSEC) hanno dato seguito a grande maggioranza alle iniziative. Incaricata dalla CSEC-N di elaborare un progetto preliminare, la Sottocommissione «Strutture di custodia diurne» ha constatato nel corso dei suoi lavori che era effettivamente necessario modificare la Costituzione per obbligare i Cantoni ad agire nel senso voluto dalle cinque iniziative parlamentari in questione. Per quanto concerne la formulazione di nuove disposizioni costituzionali più concrete, la Sottocommissione della CSEC-N si è rivolta al professor Bernhard Ehrenzeller; nel suo parere quest’ultimo è giunto alla conclusione che non sarebbe opportuno dal profilo sistematico attuare l’obiettivo delle iniziative citate nell’ambito dell’articolo 62 Cost. – l’articolo costituzionale sulla formazione – ma che sarebbe più appropriato completare l’articolo 116 Cost. – l’articolo costituzionale sulla famiglia. È principalmente per questa ragione che la Sottocommissione ha proposto alla CSEC-N di interrompere i suoi lavori sulle iniziative e di toglierle di ruolo. Inoltre, ha sottolineato che la situazione era cambiata dal momento in cui erano state presentate le iniziative, visto in particolare che i Cantoni avevano adottato il concordato HarmoS, che rispondeva in gran parte agli obiettivi degli autori delle cinque iniziative nel settore delle strutture di custodia diurne.

La CSEC-N ha aderito agli argomenti della Sottocommissione, ma una sua larga maggioranza ha espresso il parere che vi era un bisogno concreto di ampliare l’offerta di strutture diurne per la prima infanzia e l’età prescolare. Per migliorare le condizioni nel campo delle strutture d’accoglimento complementari alla famiglia per la prima infanzia, la CSEC-N ha chiesto alla Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) di esaminare la possibilità di elaborare una convenzione intercantonale nel settore prescolare3. Per questo motivo essa non soltanto ha proposto al

2 05.429 Iv. Pa. Egerszegi-Obrist. Strutture di custodia per l’infanzia complementari alla famiglia e alla scuola; 05.430 Iv. Pa. Genner. Migliori possibilità per i bambini e le famiglie; 05.431 Iv. Pa. Fehr Jacqueline. Migliori opportunità di formazione per i bambini e i giovani; 05.432 Iv. Pa. Riklin Kathy. Introduzione di scuole a tempo pieno e 05.440 Iv. Pa. Haller. Strutture di custodia per l’infanzia complementari alla famiglia e alla scuola.

3 Rapporto della Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale del 21.8.2008, FF 2008 7515.