Rapporto esplicativo
Consultazione 2010/144: Iniziativa parlamentare 07.419. Base costituzionale per una politica familiare esaustiva · 24 pagine
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originare tensioni sempre maggiori tra le generazioni. Gli obiettivi della politica della famiglia consistono dunque da un lato nel ricompensare le prestazioni fornite dalle famiglie (ridistribuzione orizzontale) e, d’altro lato, nell’operare a favore della compensazione degli oneri e della protezione contro la povertà (ridistribuzione verticale)9.
In materia di politica della famiglia, l’attuazione di queste ridistribuzioni orizzontale e verticale può assumere la forma di prestazioni finanziarie quali gli assegni familiari, le riduzioni d’imposta, le borse di studio, l’assicurazione per la maternità o le prestazioni in caso di bisogno, ma possono anche consistere nel facilitare la conciliabilità tra famiglia e lavoro oppure nell’offerta di servizi di consulenza.
2.2 Le sfide della politica della famiglia
Le famiglie hanno conosciuto una grande evoluzione nel corso degli ultimi decenni, sia per quanto concerne la loro composizione, sia per la loro organizzazione interna e la loro stabilità. Il numero dei membri del nucleo familiare è diminuito, la ripartizione dei compiti tra uomo e donna non è più rigidamente definita come lo era in passato e la donna partecipa maggiormente al sostegno finanziario della famiglia. Nello stesso tempo, il numero dei divorzi è fortemente aumentato e, con esso, quello delle famiglie monoparentali10. Le famiglie sono più toccate dalla povertà rispetto alla media: da un lato i bisogni finanziari aumentano con il crescere del numero di figli e nel medesimo tempo le persone che hanno figli a carico hanno meno tempo da dedicare a un’attività lucrativa; d’altro lato, dopo un divorzio un solo reddito non è spesso sufficiente per sostenere finanziariamente due nuclei familiari. Da questa situazione derivano tre sfide per la politica della famiglia: compensare l’onere finanziario, rendere conciliabile famiglia e lavoro e rafforzare la vita familiare.
Anzitutto, si tratta di compensare l’onere finanziario che i figli rappresentano. Da un lato, i figli sono all’origine di spese supplementari dirette per l’alloggio, il vitto, l’abbigliamento e le assicurazioni; d’altro lato sono fonte di spese indirette, dato che il genitore che ne ha la custodia deve ridurre il suo tempo di lavoro e dunque il suo reddito. Questi oneri sono particolarmente gravosi per le famiglie monoparentali e per le famiglie numerose, che rischiano dunque maggiormente di cadere nell’indigenza. Di conseguenza, la politica della famiglia ha il compito di prendere i provvedimenti necessari per limitare l’onere finanziario a carico delle famiglie, in particolare in vista di preservare il benessere del bambino e in considerazione del fatto che le famiglie forniscono prestazioni essenziali alla società.
In secondo luogo, occorre rendere meglio conciliabili famiglia e lavoro. E ciò per diverse ragioni. Da un lato, un simile miglioramento permetterebbe di garantire la libertà di scegliere la forma di vita familiare desiderata. In Svizzera, una donna su cinque non ha figli e il numero di figli desiderato è superiore a quello delle nascite effettive qualunque sia il livello di formazione. Questo scarto è particolarmente rilevante tra le donne con una buona formazione che, a vantaggio dell’economia nazionale, dovrebbero rimanere quanto possibile sul mercato del lavoro. La Confedera-
9 Cfr. Rapporto sulle famiglie 2004, pag. 92 segg.
10 Cfr. Le famiglie in Svizzera. Rapporto statistico 2008, Ufficio federale di statistica, 2008, pag. 8 segg.; Linee strategiche della COFF, pag. 3 segg.