Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/45: Modifica dell'ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento per gli impianti nucleari (OFDS) · 23 pagine
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KLASSIFIZIERUNGSVERMERK
Referenz/Aktenzeichen: 691
1.2.3.2 Aumento dei costi nel periodo 2001 - 2011
Il presunto ammontare dei costi di disattivazione e di smaltimento è calcolato ogni cinque anni, per ogni impianto nucleare, sulla base delle indicazioni del proprietario, tenendo conto del programma di gestione delle scorie (cfr. art. 32 LENu) e dei progressi tecnico-scientifici. Da un confronto degli ultimi studi sui costi emerge che, negli ultimi anni, le stime dei costi di disattivazione e di smaltimento attesi hanno dovuto essere corrette verso l'alto, in particolare per ragioni tecniche, pianificatorie e di regolamentazione. Per il periodo 2001–2011, l'aumento medio annuo dei costi nel settore della disattivazione è stato del 4,8%, e del 3,5% nel settore dello smaltimento. In entrambi i casi, l'incremento dei costi stimati è stato superiore al tasso di rincaro del 3% ipotizzato per il calcolo dei contributi. Nel periodo corrispondente, il rincaro sulla base dell'indice svizzero dei prezzi è stato tuttavia solamente dello 0,8%. Gli studi sui costi sono stati verificati dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), con la partecipazione di esperti esterni. Nel suo parere in merito agli studi sui costi 2011, l'IFSN afferma di attendersi un margine di tolleranza per i costi di disattivazione analogo al margine compreso fra -15% e +30% consueto nel settore industriale. Per quanto riguarda i costi di smaltimento, l'IFSN rimanda al margine di tolleranza del +/- 25-30% che viene solitamente concordato per la fase di progetto dello studio preliminare nel caso delle costruzioni sotterranee.
1.2.3.3 Necessità di adeguamento
I parametri fissati nell'articolo 8 capoverso 5 OFDS per il calcolo dei contributi sono stati definiti nel 1985, al momento dell'istituzione del Fondo di disattivazione. In occasione dell'istituzione del Fondo di smaltimento nel 2002 sono stati ripresi tale e quali e mai più modificati. L'esperienza dimostra che l'auspicato reddito del capitale pari al 5% nominale non è stato raggiunto per nessuno dei due Fondi. Grazie al basso tasso di rincaro, almeno nel caso del Fondo di disattivazione è stato comunque possibile raggiungere almeno il rendimento reale auspicato pari al 2%. L'aumento dei costi rilevato nei tre studi sui costi (2001/2006/2011) è risultato ripetutamente superiore al tasso di rincaro ipotizzato e si situa significativamente al di sopra del rincaro sulla base dell'indice svizzero dei prezzi. Occorre inoltre osservare che, in considerazione dello stato attuale del progetto, sussistono notevoli incertezze in merito ai costi stimati. Questa è una delle ragioni del previsto adeguamento delle modalità di calcolo dei contributi.
Inoltre, in considerazione dell'attuale fase di bassi tassi d'interesse e delle prospettive economiche a medio e lungo termine, non è prevedibile che nei prossimi anni si possa raggiungere, con la strategia d'investimento seguita, un reddito del capitale nominale pari al 5%. Per entrambi i Fondi sussiste quindi un rischio di lacune nel finanziamento. Ciò risulta problematico in particolare in considerazione dell'avvicinarsi del momento della disattivazione delle centrali nucleari svizzere, che dopo il loro spegnimento rischiano di non dover più versare contributi.
In questo contesto, è quindi necessario modificare i parametri per il calcolo dei costi presunti e dei contributi da versare annualmente. Al centro delle riflessioni vi sono due questioni:
- Quale reddito del capitale deve d'ora in poi essere ipotizzato nel modello attuariale?
- In che modo si deve tenere conto dell'aumento dei costi nel calcolo dei contributi?
Reddito del capitale
La stima del reddito del capitale che potrà essere conseguito in futuro è un’operazione complessa e irta di incognite, che può portare a risultati divergenti a seconda delle ipotesi su cui ci si basa. Nella teoria del mercato dei capitali, il reddito del portafoglio d'investimento corrisponde, semplificando, al rendimento esente da rischi più i premi di rischio legati alle diverse categorie d'investimento. La sfida consiste nello stimare dei valori empirici per l'inflazione, il tasso d'interesse esente da rischi e i premi