Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/45: Modifica dell'ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento per gli impianti nucleari (OFDS) · 23 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: 691

Ripercussioni per la Confederazione, gli esercenti e i loro azionisti

Qui di seguito vengono illustrate le ripercussioni che l'attuazione delle modifiche proposte avrebbe sull'evoluzione del Fondo di disattivazione e del Fondo di smaltimento rispetto allo status quo.

Status quo Nuovo scenario

Reddito del capitale 5,0% 3,5%

Tasso di rincaro 3,0% 1,5%

Supplemento di sicurezza sui costi stimati - +30%

Reddito reale 2,0% 2,0%

Fondo di disattivazione:

1)

Contributi dal 2012 alla MFS 0,8 mia. CHF 1,4 mia. CHF

Reddito patrimoniale dal 2012 alla MFS 2,0 mia. CHF 1,4 mia. CHF

Variazione valore attuale a fine 2011 vs. status 0,5 mia. CHF

2)

quo

Fondo di smaltimento:

Contributi dal 2012 alla MFS 1,9 mia. CHF 3,1 mia. CHF

Reddito patrimoniale dal 2012 alla MFS 4,5 mia. CHF 3,1 mia. CHF

Variazione valore attuale a fine 2011 vs. status 1,1 mia. CHF

2)

quo

1)

MFS: messa fuori servizio definitiva

2)

Oneri supplementari a carico degli esercenti delle centrali nucleari

Rispetto allo status quo, l'adeguamento proposto offre il vantaggio di tenere conto delle incertezze relative ai costi e all'aumento di questi ultimi mediante un supplemento forfettario; inoltre ipotizzando redditi del capitale più bassi, comporta contributi maggiori per gli esercenti. L'entità di questo supplemento di sicurezza riprende il valore percentuale del 30% indicato dall'IFSN come fattore di incertezza dei costi stimati.

Con una maggiore presa in considerazione dell'incertezza legata ai costi verrebbe raggiunto lo scopo principale della revisione dell'ordinanza, che è quello di ridurre l'esposizione al rischio della Confederazione attraverso il rafforzamento finanziario dei Fondi. Per gli esercenti, le modifiche illustrate non comporterebbero solamente un aumento dei contributi da versare: un ulteriore aumento dei costi di disattivazione e di smaltimento stimati implicherebbe anche ulteriori oneri di accantonamento che, in determinate circostanze, potrebbe avere ripercussioni sul corso delle azioni delle società esercenti o delle società che ne detengono il capitale. Le centrali nucleari svizzere sono di proprietà delle grandi imprese di approvvigionamento elettrico svizzere, che a loro volta sono in mano, in tutto o in gran parte, agli enti pubblici.

Il Consiglio federale giunge quindi alla conclusione che un opportuno adeguamento del calcolo dei contributi consentirebbe di ridurre i rischi finanziari per la Confederazione. Il reddito del capitale deve essere portato al 3,5%, il tasso di rincaro all'1,5% e deve essere introdotto un supplemento di sicurezza del 30% sui costi stimati.