Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/17: Tre nuove ordinanze dell'USAV nell'ambito della protezione degli animali · 22 pagine

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ogni animale nella protezione dalle condizioni meteorologiche deve corrispondere per tutte le specie animali ai requisiti per i parchi interni è in contraddizione con i requisiti minimi per le specie che sopportano bene l’inverno secondo l’OPAn: un simile obbligo renderebbe necessari provvedimenti edili finalizzati a ingrandire i ripari esistenti.

Zoos e KNIE si rammaricano parimenti per il fatto che la protezione dalle condizioni meteorologiche non può venire parificata a un parco interno.

ZTS auspica che venga citato anche lo scopo della protezione dalle condizioni meteorologiche e propone la formulazione: «La protezione dalle condizioni meteorologiche deve offrire a tutti gli animali contemporaneamente spazio ove potersi RIPOSARE e SDRAIARE, in maniera consona alla specie. Deve offrire protezione dalle precipitazioni, dal vento, dalla forte insolazione e dal freddo».

Capoverso 2

Secondo VSKT, BL, GL, KT GL, LU, NW, VdU, SH, TG, ZH e Veta ZH, la formulazione del capoverso 2 deve garantire che, uniformemente, il suolo non può essere acquitrinoso e non deve presentare tracce elevate di feci e urina.

Singoli Cantoni criticano i termini «elevate» e «se necessario» perché nei singoli casi potranno risultare difficili da interpretare. Inoltre esiste una ridondanza dell’ultima frase con l’articolo 2 capoverso 1 del testo d’avamprogetto di nuova ordinanza.

ZTS e BGK si esprimono sul passaggio «tali zone devono essere rafforzate» e chiedono modifiche alla formulazione del testo: infatti, la ghiaia grezza citata nel Commento relativo alla nuova ordinanza non è adatta. I punti critici, in particolare i luoghi in cui gli animali possono alimentarsi e abbeverarsi, devono essere facili da pulire. Ciò va menzionato nel testo della nuova ordinanza. Un rafforzamento (tramite provvedimenti edili) non è sempre necessario: infatti, il suolo può venire mantenuto in buono stato anche adottando misure di altro tipo.

Zoos obietta che il capoverso 2 ha senso unicamente se messo in relazione a mammiferi di grandi dimensioni – che si nutrono principalmente di vegetali – oppure con ratiti. Questo capoverso non è invece applicabile agli animali selvatici che in natura vivono in zone acquitrinose. Il capoverso va eliminato oppure i requisiti ivi contenuti devono venire eventualmente inseriti nella Sezione 2 e 3 (cervi e ratiti). KNIE critica la proposta in modo simile. Argomentazioni in tal senso sono state presentate anche dai gruppi di interesse attivi nell’ambito dell’erpetologia e dell’acquariofilia. Questi ultimi richiedono una disposizione di deroga riguardo alle zone del parco acquitrinose per le specie che in natura vivono in biotopi paludosi o simili ad acquitrini (DGHT, IG-T, Pogona, AOc e DVAT).

Art. 4 Protezione dal rumore

Il fatto che il rumore può costituire una fonte di disturbo per gli animali e che, quindi, gli animali vanno protetti dal rumore eccessivo, gode di ampio appoggio da parte dei Cantoni e delle organizzazioni per la protezione degli animali. Tuttavia, i termini utilizzati sono criticati perché, in sede di interpretazione, potrebbero risultare non sicuri o essere difficilmente oggettivabili oppure non essere garantiti nel loro significato in favore degli animali.

L’articolo viene rifiutato da due Cantoni e dai rappresentanti degli interessi dei giardini zoologici, dell’erpetologia e dell’acquariofilia poiché la formulazione è troppo vaga e, a livello legislativo, non consente di prevedere nessun miglioramento concreto per gli animali.

VSKT e alcuni Cantoni, seppur dichiarandosi d’accordo con la formulazione dell’articolo, fanno tuttavia notare che occorre tenere in considerazione la sensibilità naturale al rumore degli animali di una specie, anziché la sensibilità degli animali in quanto esemplari (AR, BL, BS, VABS GL, KT GL, LU, NW, SH, VdU, ZH e VETA ZH).

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